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Viterbo - Protagonisti i ragazzi dell'istituto tecnico tecnologico Leonardo da Vinci

Il festival della Scienza si è concluso con la sessione esperimenti

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L'università degli studi della TusciaL'università degli studi della Tuscia

L’università degli studi della Tuscia

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il festival della Scienza 2019 promosso anche quest’anno dall’Unitus di Viterbo si è concluso nella serata di sabato 28 settembre con la sessione esperimenti in cortile animata dagli allievi delle scuole superiori.

L’attività ha avuto un carattere interattivo: i ragazzi sono stati i protagonisti del loro sapere e hanno presentato e spiegato le esperienze al pubblico veicolando al loro meglio le corrette informazioni scientifiche in una situazione reale fortemente stimolante per tutti.

Come sempre i ragazzi dell’istituto tecnico tecnologico Leonardo da Vinci sono risultati coinvolgenti dopo essere stati preparati dalle loro insegnanti nei giorni precedenti la manifestazione.

Hanno seguito i bambini nella costruzione di un modellino delle due catene polinucleotidiche del dna realizzato assemblando lacci di liquirizia (scheletro laterale) e orsetti gommosi (basi puriniche e pirimidiniche) come modello per la singola catena. Uno stecchino simulava quindi i forti legami idrogeno che tengono insieme le due catene orientate in modo antiparallelo. I più grandi hanno potuto invece realizzare un modellino in cartoncino del dna con la tecnica del biorigami. Sempre i bambini si sono divertiti a colorare fiori di carta spruzzando su di essi una soluzione di indicatore ottenuto dalle foglie di cavolo rosso.

Molto esplicativo è stato poi il modello che simulava il meccanismo che crea le correnti oceaniche, correnti che spostano nutrienti e ossigeno da una parte all’altra del pianeta sfruttando le differenze di temperatura esistenti tra acque superficiali e profonde. L’effetto serra oggetto delle attuali discussioni mondiali, è stato toccato con mano in una simulazione in cui lo sviluppo di anidride carbonica in un sistema chiuso faceva innalzare la temperatura dello stesso di qualche decimo di grado.

Il fenomeno della rifrazione è stato il protagonista del comparto dedicato alla chimica- fisica: magiche illusioni ottiche sono state interpretate dai ragazzi proprio sulla base di questo effetto. La doppia rifrazione attraverso un prisma fornisce poi la possibilità di scomporre la luce bianca nelle frequenze costituenti. La selezione e l’assorbimento di una specifica di esse da parte di un cromoforo ne permette l’analisi quantitativa che può spingersi anche ai mg/L attraverso l’uso di uno spettrofotometro , strumento alquanto complesso.

I ragazzi invece hanno illustrato un colorimetro didattico finalizzato allo stesso scopo (seppure con minore sensibilità) realizzato a scuola mediante una programmazione specifica di Arduino che ha richiesto l’integrazione di conoscenze chimiche con quelle informatiche ed elettroniche e dal costo complessivo di poche decine di euro. Non poteva infine mancare un tributo allo straordinario lavoro del chimico russo Mendeleev e cioè la costruzione da parte sua della prima Tavola Periodica di cui quest’anno ricorre il 150esimo compleanno festeggiato con la distribuzione di dolcetti richiamanti gli elementi chimici.

Tutte le tematiche e gli esperimenti proposti sono tratti dal del biennio di cui l’articolazione chimica-biotecnologie sanitarie costituisce ancora la novità.

Le insegnanti Maria Gabriella Tordi, Anna Sanetti, Arianna Ciutti, Alessandra Cavaliere, Donatella Grande e Laura Giannetti ringraziano l’Unitus nella persona di Ines Delfino (e staff) per aver dato alla scuola ancora una volta l’occasione di inserirsi nella settimana nazionale della Scienza. Le docenti ringraziano inoltre gli allievi delle classi 2C, 2E, 2F, 2H che con entusiasmo hanno volontariamente aderito all’iniziativa diventando per una sera insegnanti essi stessi.

Valeria Draghi
Itt Leonardo Da Vinci


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30 settembre, 2019

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