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Cronaca - Interviene difensore Roberto Alabiso: "Unica nota stonata la durata del processo"

Fiorini yachting club, assoluzione piena per Riccardo Fiorini

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L'avvocato Roberto Alabiso

L’avvocato Roberto Alabiso

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Dopo quasi tre anni di “sofferenza” processuale, nei giorni scorsi il tribunale di Terni, in composizione monocratica, ha definitivamente mandato assolto l’istruttore Riccardo Fiorini ed ogni altro soggetto collegato al “Fiorini yachting club”, associazione avente sede in Viterbo ed operante sul lago di Bolsena, dall’accusa di aver illecitamente organizzato dei corsi per i propri soci per l’acquisizione della patente nautica.

A seguito di una denuncia della Confarca  (Confederazione autoscuole riunite e consulenti automobilistici) il predetto Riccardo Fiorini e la dottoressa Martina Vincenti si sono trovati dinanzi all’autorità giudiziaria competente per territorio, per rispondere del reato di esercizio abusivo della professione (articolo 348 codice penale), il primo per aver tenuto alcune lezioni inerenti la navigazione e la conoscenza delle leggi nautiche, la seconda per aver concesso a titolo gratuito i locali della agenzia pratiche auto di cui è titolare in Orvieto.

Una lunga e meticolosa istruttoria disposta dal giudice dottor. Di Tullio ha consentito ai difensori degli imputati, avvocato Roberto Alabiso del foro di Viterbo per il Fiorini e avvocato Giancarlo Ascanio del foro di Roma, di dimostrare l’assoluta liceità delle attività svolte dai propri assistiti, anche perchè rivolta esclusivamente ai soci del Fiorini yachting club e non al pubblico e, quindi, non sottoposta alla normativa vincolante di cui alla legge numero 264/91 che regola dette attività.

Nonostante le ripetute istanze di condanna della parte civile costituita (Confarca) il giudice, accogliendo integralmente le tesi dei difensori degli imputati, ha assolto con la formula più ampia il Fiorini e la Vincenti perché il fatto non sussiste. Grande soddisfazione al termine della udienza di discussione del 13 settembre, quando è stata data lettura del dispositivo della sentenza, attraverso la quale sono stati definitivamente prosciolti da ogni accusa entrambi i soggetti coinvolti nella spiacevole vicenda.

Unica nota stonata è stata ovviamente la durata di un processo che poteva risolversi all’esito delle indagini preliminari ed invece ha costretto gli interessati ad attendere circa sei anni (tra fase istruttoria e dibattimentale) prima di veder riconosciuta la loro estraneità da qualsivoglia vicenda di rilevanza penale.

Peraltro l’istruttore Riccardo Fiorini, militare di carriera, ha subìto un pregiudizio evidentissimo in ambito lavorativo, così come la dottoressa Vincenti, libera professionista del settore, ha visto la sua figura al centro di una inutile diatriba processuale, con gli esiti poi noti a tutti.

                                                                                             Avvocato Roberto Alabiso


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21 settembre, 2019

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