Viterbo – (g.f.) – Grotte Santo Stefano, è qui la festa… patronale.
L’amministrazione comune stipula convenzioni sperimentali per il 2019 e nell’ultima riunione di giunta approva una delibera per sostenere le varie attività, erogando un contributo massimo di 38mila euro per ognuno dei festeggiamenti patronali nei centri periferici.
Un po’ come già accade per le iniziative ricorrenti di rilievo nel capoluogo. Così, scorrendo l’elenco si scopre che il capoluogo delle feste patronali è proprio Grotte Santo Stefano.
Su nove eventi ammessi, sei arrivano dall’ex comune sulla Teverina. Per effetto anche dei territori periferici che sono riconducibili a Grotte.
Ogni festa si prende una fetta dei 38mila euro di fondi, con percentuali diverse.
San Venerando, a Grotte Santo Stefano, è quella con il contributo più alto, il 31,5%. Subito dopo c’è San Martino al Cimino con la pro loco (17,1%), poi Bagnaia e San Rocco (15,8%) e il fuoco di Sant’Antonio (7,9%).
Quindi Grotte per San Michele Arcangelo a Sant’Angelo di Roccalvecce, con il 6,6% di contributo, a pari merito sempre con Grotte per la Madonna del Nespolo a Roccalvecce e Sant’Isidoro a Fastello.
Infine, Grotte Santo Stefano con la Festa Valle Bona (4%), e ancora Grotte per San Rocco (3,9%).
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