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San Gimignano - Quattro immediatamente sospesi dal servizio

Torture in carcere, indagati 15 poliziotti penitenziari

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Carcere, una cella

Carcere, una cella

San Gimignano – Botte in carcere, indagati 15 agenti di polizia penitenziaria. 

C’è anche il reato di tortura tra quelli contestati a vario titolo dalla procura di Siena a un gruppo di agenti di polizia penitenziaria.

In quindici hanno ricevuto un avviso di garanzia dai magistrati toscani. Quattro sono stati immediatamente sospesi dal servizio, dopo la notifica del provvedimento di interdizione dal Dipartimento di amministrazione penitenziaria. 

È la prima volta che il reato di tortura viene contestato a pubblici ufficiali. 

Per gli inquirenti, gli indagati sarebbero gli autori del pestaggio di un detenuto tunisino di 31 anni, rinchiuso nel carcere di San Gimignano. Stava scontando un anno di reclusione. I fatti risalgono all’ottobre 2018 quando il detenuto, ciabatte ai piedi e asciugamano, esce dalla cella convinto di essere accompagnato ai locali doccia dagli agenti. Si presentano in 15. In modo anomalo. 

Le testimonianze degli altri detenuti parlano di urla di dolore, pugni, calci, anche mentre il 31enne era a terra. L’indagine riguarderebbe anche altri pestaggi avvenuti nello stesso carcere di San Gimignano, dopo le denunce di alcuni detenuti. Le ipotesi di reato degli inquirenti senesi vanno dalle minacce alle lesioni aggravate, al falso ideologico commesso da un pubblico ufficiale, alla tortura. 

“Invito tutti a non trarre affrettate conclusioni prima dei doverosi accertamenti giudiziari – ha dichiarato Donato Capece, segretario generale del sindacato autonomo Sappe -. Noi confidiamo nella magistratura perché la polizia penitenziaria, a San Gimignano come in ogni altro carcere italiano, non ha nulla da nascondere”.

Il sindaco della cittadina senese ammette le condizioni difficili in cui versa il penitenziario: “Da troppo tempo la casa di reclusione è abbandonata al suo destino, senza direzione stabile e da mesi senza comandante e vice comandante del corpo di polizia penitenziaria”.


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22 settembre, 2019

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