Roma – La vicenda, anticipata da un articolo di Repubblica, riprende un rapporto dell’Osservatorio sull’ antisemitismo.
Pare che Liliana Segre riceva circa duecento post al giorno dal 19 gennaio 2018 quando è stata nominata senatrice a vita dal presidente Mattarella.
Gli hater sono antisemiti protetti dall’anonimato dei social o esponenti di estrema destra. Altri personaggi noti colpiti sono Gad Lerner, Mark Zuckerberg, David Sassoli, ma la senatrice è il bersaglio preferito.
Dal mondo politico un’ondata di reazioni indignate.
Giuseppe Conte: “Inviterò tutte le forze politiche che stanno in Parlamento a mettersi d’accordo per introdurre norme contro il linguaggio dell’odio. Via social e a tutti i livelli”.
Elisabetta Alberti Casellati, presidente del Senato, asserisce che “i messaggi carichi di odio all’indirizzo della senatrice Liliana Segre sono un insulto alla storia e alle istituzioni di un Paese che sul rifiuto dell’antisemitismo e sul ripudio della violenza ha eretto la sua architettura democratica e ritrovato la pace, la libertà e il progresso”.
Nicola Zingaretti si dice “schifato. Non trovo termine più adatto per commentare i continui insulti che la senatrice Liliana Segre riceve ogni giorno in rete. Sono insulti antisemiti e di genere che non possono passare inosservati”.
Nicola Morra, senatore M5s e presidente della commissione parlamentare antimafia: “Qui il livello di cretinismo, razzismo, antisemitismo cresce senza pausa. La miglior risposta è far capire che siamo tutti con Liliana Segre”.
Matteo Renzi, leader di Italia Viva, interviene con un post su Facebook: “Chi attacca Liliana Segre non sta attaccando una donna, una sopravvissuta all’olocausto. Sta attaccando se stesso: perché noi siamo tutti Liliana Segre”.
La senatrice intervenendo al Tg1 dice semplicemente: “Provo tristezza e pena”.
Molti gli attestati di solidarietà da parte di semplici cittadini.
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