Viterbo – “Quant’è che sta qui?”. La domanda è rivolta a un passante. “Ehhhh – risponde – avoja quant’è che sta qui”. Risposta esplicita, lapalissiana, significativa. Un buco, anzi una specie di “butto”. Tipo quelli medievali. In via Cesare Dobici a Viterbo. Tra il monumento ai facchini di piazza della Repubblica e la chiesa a doppia facciata degli Almadiani vicino al parcheggio del sacrario.
Una piccola voragine che si è aperta qualche tempo fa e che il comune ha transennato, lasciandola lì. Col tempo è diventata un vero e proprio secchio della monnezza.
Dentro ci sono bottiglie, cartacce, resti di giornale, lattine, peroni ed estathé. Non manca niente. Un secchione, come si diceva una volta, di tutto rispetto.
Un butto modernissimo che, magari, tra qualche secolo, potrà aiutare i futuri archeologi a ricostruire vita, inciviltà e indifferenza dei nostri tempi.
Daniele Camilli
Fotogallery: Il “butto” di via Dobici
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