Viterbo – “Dal 2014 al 2019 ci sono stati 30 infortuni mortali sul luogo di lavoro a Viterbo e provincia”. Il dato emerso ieri in occasione del convegno organizzato dalla Asl di Viterbo in merito alla “settimana europea della salute e sicurezza sul lavoro”. Un pomeriggio in cui è stato affrontato il tema “incidenti sul lavoro e di sicurezza sul luogo di lavoro” insieme a Augusto Quercia, che dirige l’unità operativa Presal della Asl di Viterbo.
Nel convegno è stata proposta una lettura condivisa di alcuni dati reperiti da Asl e Inail. A parlare di infortuni sul lavoro è stato l’ingegnere Giancarlo Napoli che ha presentato i dati individuati mediante fonti consultate da Inail e dal pronto soccorso.
Per quanto riguarda i dati sugli infortuni mortali avvenuti in occasione di lavoro nella provincia di Viterbo, Giancarlo Napoli ha chiarito che “dal 2014 al 2019 ci sono stati 30 infortuni mortali a Viterbo e provincia”. In particolare nel 2014 si sono verificati 4 infortuni mortali nel settore agricolo e 2 nell’edilizia; nel 2015 sono stati 4 gli infortuni in campo agricolo e 3 nell’edilizia; nel 2016 ci sono stati 4 infortuni mortali in campo agricolo e 1 in altri comparti. Nel 2017 sono stati 4 in campo agricolo e 1 in altri comparti. Nel 2018 sono stati 4 in campo agricolo. Nel 2019 sono stati 3 in campo agricolo.
In generale è stato specificato che per infortuni sul lavoro si calcolano sia quelli verificati sul posto di lavoro che quelli in itinere. Per gli incidenti mortali però il dato prende in esame solo quelli avvenuti sul posto di lavoro.
In generale è stato poi chiarito che “secondo l’organizzazione mondiale della sanità, ogni anno nel mondo si verificano 2.3000.000 morti per cause di lavoro (infortuni e malattie professionali) e che l’80% di queste morti è causato da malattie professionali”.
A livello nazionale è stato analizzato il periodo che va dal 2014 al 2018. E’ emerso quindi che si è passati da 663.039 infortuni totali nel 2014 a 645.049 nel 2018. C’è stata quindi una diminuzione del 2,7% su lungo periodo e nel breve dello 0,3%.
Poi i dati sugli infortuni non mortali avvenuti sempre sul luogo di lavoro.
Nel Lazio nel 2014 sono stati riscontrati circa 46.316 infortuni per poi arrivare nel 2018 a circa 44881, con una diminuzione sul totale del 3,1% e nel breve periodo del 2,8%. A Viterbo nel 2014 ci sono stati 2332 casi di infortuni e 2173 casi nel 2018. La diminuzione nel totale è di 6,8% e nel breve periodo è di 7,37%.
Altro dato specifica che il numero massimo di infortuni sul lavoro verificati a Viterbo è di circa 2mila casi.
Nella provincia di Viterbo inoltre l’89% degli infortuni è sul posto di lavoro, l’11% in itinere. Specificando che l’uso del mezzo è significativo negli infortuni in itinere. Inoltre nel quinquennio 2014-2018 a Viterbo sull’agricoltura si contano 273 casi di infortunio sul lavoro (12%), 450 casi (20%) per conto dello stato e 1540 casi (68%) verificati su luoghi collegati all’industria.
Prendendo sempre in esame il dato nazionale nel quinquennio 2014-2018, la media di 191 infortuni si verifica in classi di età di lavoro fino ai 14 anni. Questo dato è in riferimento agli studenti e quindi a infortuni che si possono verificare a scuola. In generale la classe maggiormente colpita dagli infortuni è quella tra i 50 e i 54 anni.
Per quanto riguarda l’accesso ai centri di primo soccorso di Viterbo e provincia per gli infortuni sul lavoro: nel 2014 gli accessi sono stati 1998, nel 2015 sono stati 1944, nel 2016 invece 2033 accessi, nel 2017 sono stati 2150 e nel 2018 sono stati 2065.
Per quanto riguarda gli accessi ai pronto soccorso di incidenti avvenuti sul territorio di Viterbo: nel 2014 ci sono stati 1626 casi, nel 2015 sono stati 1555, nel 2016 ci sono stati 1633, nel 2017 ci sono stati 1676 e nel 2018 1558.
A inizio pomeriggio è intervenuto anche Giulio Bonomo della Inail che ha chiarito i tre obiettivi della giornata, ossia “divulgare informazioni di alta qualità, promuovere un approccio integrato alla gestione del problema, proporre strumenti e soluzioni pratiche che siano utili sul luogo di lavoro”.
Anche Daniela Donetti, direttore generale della Asl, ha chiarito l’importanza di “lavorare in sinergia con tutte le forze che operano sul territorio al fine di prevenire ogni eventuale rischio sul luogo di lavoro”.
La parola è poi passata a Augusto Quercia che ha illustrato dei dati della Asl relativi alle malattie che si possono contrarre sui luoghi di lavoro. Quercia ha chiarito come la Asl, dal 1989 al 2019, abbia formato con i suoi corsi per rilascio-rinnovo del patentino fitosanitario circa 17000 agricoltori, con una media di 550 agricoltori formati ogni anno. Tra le sostanze che possono provocare malattia sul luogo di lavoro è stata denunciata la silice nella produzione di ceramica che può provocare la fibrosi polmonare ed è cancerogena.
Altro focus sul fumo. “Qui gli interventi della Asl sono su due fronti – ha chiarito Quercia -. Da un punto di vista collettivo con la promozione della salute nei luoghi di lavoro e con la prevenzione individuale con l’assistenza e supporto motivazionale terapeutico per smettere di fumare”.
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