Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La situazione sta velocemente e drammaticamente precipitando sulla ferrovia Roma nord.
Il servizio erogato dal gestore Atac è sotto i minimi storici, si sta scrivendo un nuovo e triste capitolo per il trasporto pubblico locale.
Dal primo luglio, con l’entrata in vigore della più restringente normativa Ansf la nostra ferrovia nella tratta extraurbana è di fatto azzerata, con la riduzione dell’offerta su ferro e l’aumento delle corse bus sostitutive.
La regione Lazio e Atac sono responsabili in egual modo della situazione attuale alla quale si aggiunge il fatto che il concordato preventivo di Atac blocca qualsiasi sviluppo o innovazione sulla linea a breve.
Stiamo ancora aspettando di avere nuovi treni, raddoppi di tratta, investimenti sulle infrastrutture e nel frattempo, a causa della insufficiente manutenzione sul materiale rotabile, si guasta almeno un treno al giorno causando disservizi continui, tra soppressioni e ritardi, al limite dell’interruzione del servizio erogato.
Questa situazione è inammissibile per chi paga un servizio che non ha! Ormai la nostra linea è diventata una scuola di sopravvivenza, con danni indicibili all’utenza pendolare: studenti, lavoratori e anche turisti!
Chiediamo quindi con forza che la regione Lazio prenda immediati e contingenti provvedimenti di natura eccezionale, chiediamo che vengano rimossi i responsabili del servizio ferroviario e che al più presto Atac venga sostituita nell’esercizio perché si sta seriamente rischiando di chiudere la ferrovia entro qualche mese, altro che investimenti e proclami.
Chiediamo alla corte dei conti di indagare sullo stato del contratto di servizio che regola il nostro trasporto: a fronte di un corrispettivo annuale di 90 milioni di euro verso Atac è acclarato che non vengano erogati da tempo i chilometri contrattualizzati e sanzionato il gestore. Quello che viviamo e paghiamo tutti i giorni non è un servizio ma un disservizio in piena regola!
Chiediamo a tutti i pendolari di segnalare formalmente i disservizi perché ne resti traccia, altrimenti sarà vana ogni sofferenza patita durante i nostri viaggi della speranza. Basta chinare la testa sperando di arrivare sani e salvi a destinazione, bisogna attivarsi (e non lamentarsi solamente) per cercare di migliorare la situazione.
I problemi non si risolvono da soli o lasciandoli lì. Il 7 novembre alle 18 al teatro Le Sedie di Labaro ci vediamo tutti per dare una scossa.
Comitato Pendolari ferrovia Roma nord
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