Ronciglione – Un pezzo di mondo del cinema è in lutto.
Paco Fabrini, l’uomo morto a Ronciglione nella notte in un incidente stradale, era stato un attore conosciuto, specialmente da bambino. In tanti lo ricordano in “Delitto sull’autostrada”: denti storti e una cascata di riccioli castani. Recitava la parte di Rocky, il figlio di Nico Giraldi, l’altro personaggio che, insieme a “Er Monnezza”, ha consacrato Tomas Milian, tra gli anni Settanta e Ottanta.
Quarantasei anni. Romano de Roma, con il cuore rimasto nella capitale anche se da anni viveva a Ronciglione e lavorava come cuoco e pizzaiolo. Verso mezzanotte, un’auto lo ha tamponato mentre Fabrini, in sella al suo scarabeo, si dirigeva dalla circonvallazione di Ronciglione alla strada che porta verso il lago. Lo schianto è avvenuto tra viale della Resistenza e viale San Francesco d’Assisi, in località Casalino. La macchina che lo ha investito non si sarebbe fermata a prestare soccorso: il conducente, stamattina, si è presentato in caserma dai carabinieri. Per Fabrini non ci sarebbe stato comunque nulla da fare: è morto sul colpo. Vani anche i tentativi del 118 di rianimarlo.
Fabrini aveva recitato dal ’79 all’86. Alla sua prima apparizione, in “Squadra antigangsters”, aveva appena cinque anni. Seguirono “Manolesta” (1981), dove Fabrini interpretava il figlio di Tomas Milian, qui nei panni di Gino Quirino, un personaggio simile a “Er Monnezza”, che aveva cominciato a spopolare sul finire degli anni Settanta. E poi “Delitto sull’autostrada”, “Delitto in Formula Uno”, “Delitto al Blue Gay” e “La donna del traghetto”, tutti della serie dell’ispettore Giraldi. Un figlio d’arte: la madre, Alessandra Cardini, è una nota costumista. Ha lavorato dietro le quinte di molti film, tra cui “Gomorra” di Matteo Garrone. Nel ’76 comparve come attrice in “Roma a mano armata”, altro film con Tomas Milian nelle vesti di Vincenzo Moretto detto il Gobbo: lei interpretava il ruolo della sorella Sandra.
Nel cast della serie sull’ispettore Giraldi c’era anche Bombolo, spalla di Tomas Milian. Anche se all’epoca era solo un bambino, tra Milian e Fabrini era nato un legame speciale. Avevano continuato ininterrottamente a sentirsi anche dopo il ritiro di Fabrini dalle scene; Tomas Milian, morto due anni fa, lo ricordava in un’intervista a Vanity Fair nel 2005: “Siamo rimasti sempre in contatto: è venuto a trovarmi giusto tre settimane fa. È quasi un secondo figlio per me”.
Nel 2014 rilasciò un’intervista al sito “In genere cinema”, in cui raccontava i suoi esordi e la sua vita lontano dai riflettori, tra gli studi a Barcellona, il ritorno in Italia e lavori umili. “Manolesta” era il suo film più importante: “Parte tutto da lì – raccontava – dal provino al quale mi portò mia madre… Dissi le mie battute con naturalezza e, sponsorizzato da Tomas che credeva in me, fui scelto per questo film delizioso. Durante le riprese ci trovammo talmente bene che per tutti i film successivi, se c’era un ruolo di ragazzino, Tomas pretendeva che lo facessi io”. L’ex attore bambino ricordava la grande complicità sul set con Milian: “Mi chiamava ‘piccolo saggio’ – prosegue l’intervista – e si interessava alle mie opinioni su persone e fatti, si fidava del mio intuito; a volte preferiva seguire dei miei consigli semplici e ingenui piuttosto che quelli di qualche adulto che molto spesso erano guidati da qualche interesse”.
“Rocky Giraldi” ricordava di quando andavano al ristorante cinese, in giro per Roma, “finendo immancabilmente in qualche bottega di un giocattolaio dove venivo omaggiato di qualche puffo. Veniva a casa nostra in centro, oppure andavamo noi a casa sua a Prati; aveva un salone arredato in stile indiano odoroso di incenso, e ci parlava del santone di cui era discepolo: Sai Baba. Quando mi annoiavo andavo in camera, dove potevo giocare ai primissimi giochi elettronici in commercio che Tomas aveva portato dall’America; oppure obbligavo tutti a giocare a Monopoly; vincevo sempre”.
La sua vita lontana dalle scene l’aveva scelta e gli piaceva. “Sì, bello il cinema, però ci sono tante altre belle cose – spiegava a ‘In genere cinema’ -. La musica. Viaggiare. Scrivere fumetti. Ho fatto e continuo a fare un po’ di tutto: barman, regista di documentari e di spettacoli, aiuto-regista teatrale, giardiniere, musicista, cameriere, disegnatore, direttore artistico di eventi, attore, comparsa, controfigura, collaboratore ai testi e autore di programmi tv; ma quando mi chiedono di cosa ti occupi attualmente, rispondo: faccio er pizzettaro”.
Sulla pagina fan di Tomas Milian, stamattina, è apparso un messaggio di cordoglio: “Noi non ci crediamo ancora, ma ci è arrivata la notizia che stanotte, in un incidente, abbia perso la vita Paco Fabrini. Speriamo di smentire presto questa pessima notizia”.
Un’intervista del 2011 a Paco Fabrini
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