Los Angeles – Oscar alla carriera per Lina Wertmüller.
“Questo Oscar è una cosa molto maschile, perché non facciamo un Oscar femminile, e lo chiamiamo Anna?”. La regista Lina Wertmüller ha esordito così sul palco di Los Angeles dove ha ricevuto il premio alla carriera.
La regista di ‘Pasqualino Settebellezze’ e ‘Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto’ ha ricevuto il premio dell’Academy dalle mani di Jane Campion e Greta Gerwig. Lina Wertmüller durante la sua lunga carriera è stata di casa anche a Viterbo grazie al Tuscia opera Festival e ha aderito alla campagna di Tusciaweb per salvare Fontana grande.
All’annuncio del suo nome la platea è esplosa: “Lina, Lina, Lina”. Hanno chiamato e ritmato il suo nome con gli applausi Leonardo Di Caprio, Quentin Tarantino, Harvey Keitel, Laura Dern e tanti altri colleghi. Lina Wertmüller è stata, nel 1976, la prima donna a essere candidata agli Oscar per la miglior regia.
Il momento più divertente della cerimonia è stato proprio quello caratterizzato dalla presenza di Lina Wertmüller sul palco. La regista ha parlato in italiano con Isabella Rossellini come traduttrice. “Perchè lo chiamiamo Oscar? – ha esordito – . Non vogliamo cambiare nome con quello di una donna? Chiamiamolo, che so, Anna”. Tutta la platea dei Governors Award, la serata del premio Oscar onorario, ha applaudito ridendo.
Poco prima la regista si era rivolta a Isabella Rossellini in abito viola: “La prossima volta meglio se ti metti nuda”. La frase accompagnata dal gesto scaramantico delle corna.
Sul palco anche Sophia Loren che ha introdotto Wertmüller. “Lina – ha detto l’attrice – sono venuta per te, per abbracciarti e per baciarti perché era tanto tempo che non ti vedevo, e stai benissimo, brava, brava”, ha detto Loren in italiano. Poi, in inglese: “Il primo film che abbiamo fatto insieme è stato un po’ più di 40 anni fa, ma gli aggettivi per descrivere Lina sono gli stessi: piena di passione, giocherellona, onesta e brillante. Quando la incontri capisci immediatamente che sei alla presenza di un incredibile talento ma anche di una donna indimenticabile, un’artista che ha fatto storia essendo se stessa”.
La Wertmuller ha dedicato il premio al marito Enrico Job e alla loro figlia Maria Zulima, sul palco con lei.
Nella motivazione dell’Oscar alla carriera si spiega che la statuetta onoraria le è stata assegnata “per il suo provocatorio scardinare con coraggio le regole politiche e sociali attraverso la sua arma preferita: la cinepresa”.
Tra gli Oscar anche quello alla carriera per David Lynch e Wes Studi, il primo indiano americano a ricevere la statuetta, e il premio umanitario Jean Hersholt a Geena Davis per il lavoro per l’eguaglianza di genere.
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