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Roma - L'appello del senatore Francesco Battistoni (Fi) che ha depositato un'interrogazione parlamentare

“Revoca della scorta al capitano Ultimo, serve un ravvedimento del governo”

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Francesco Battistoni

Francesco Battistoni

Roma – Riceviamo e pubblichiamo – La revoca della scorta al Capitano Ultimo suscita forte preoccupazione fra tutti i cittadini, non solo perchè dalle motivazioni poste alla base della decisione dell’Ucis, come è stato ben descritto dal servizio delle Iene”, risulta che la mafia, a loro dire, sia meno virulenta del passato e che quindi il comandante De Caprio non sia più in pericolo.

Ma soprattutto perchè desta perplessità rispetto all’adempimento del dovere dello Stato di proteggere tutti i suoi cittadini e, in particolare, il simbolo della lotta alla mafia.

Perché il governo continua con gli slogan, anche sulla lotta alla mafia e poi espone un eroe nazionale al pericolo? L’ho chiesto oggi in una interrogazione parlamentare rivolta al ministro dell’Interno.

Mi auguro solo che ci sia un ravvedimento veloce, ancor prima che una risposta, e che il nostro eroe, Sergio De Caprio, non paghi con la vita la sua scelta di coraggio che dal 1993, con l’arresto dello spietato latitante Riina, lo ha costretto ad una vita sotto copertura nella continua lotta alla mafia che, ahimè, ancora esiste.

Francesco Battistoni
Senatore Fi


Interrogazione

BATTISTONI. Al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell’interno

Premesso che:

nel gennaio 1993 Sergio De Caprio ha arrestato il più famoso e spietato latitante di “Cosa Nostra”, Totò Riina, diventando così un simbolo della lotta alla mafia;
la Legge 2 luglio 2002, n. 133 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 maggio 2002, n. 83, recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza personale ed ulteriori misure per assicurare la funzionalità degli uffici dell’Amministrazione dell’interno”, sancisce all’articolo 1 che il Ministro dell’interno adotta i provvedimenti e impartisce le direttive per la tutela e la protezione delle persone che per le funzioni esercitate o che esercitano o per altri comprovati motivi, sono soggette a pericoli o minacce, potenziali o attuali, nella persona propria o dei propri familiari, di natura terroristica o correlati al crimine organizzato;
è allarmante il servizio mandato in onda, nella serata del 22 ottobre u.s. sul programma “Le Iene”, da cui si evince che il Capitano Ultimo è ancora in pericolo, come confermano le minacce a lui rivolte a tutt’oggi da esponenti della cosca mafiosa o anche l’incendio plurimo che ha avuto luogo fuori la casa famiglia del Capitano Ultimo, nonostante l’UCIS, il servizio preposto per l’assegnazione dei dispositivi di sicurezza, abbia affermato che non ci sono elementi di pericolo per lo stesso;
la lotta alla mafia resta una priorità assoluta per il nostro Paese che dovrebbe mobilitare tutte le istituzioni, considerato che tale organizzazione criminale è ancora ben radicata in Italia e continua a mietere vittime;
la legalità e la sicurezza sono al primo posto nell’interesse dei nostri concittadini,
per sapere:
se il Ministro non ritenga di dovere assumere iniziative al fine di proteggere tutti i cittadini ed ancor di più un eroe nazionale della lotta alla mafia;
se siano al corrente dei pericoli che a tutt’oggi corre il Comandante De Caprio;
quali urgenti provvedimenti intendano assumere per ovviare a questa incresciosa decisione che sta allarmando tutti i cittadini;
se non ritenga utile assumere una posizione chiara al fine di tutelare un simbolo così noto della lotta alla mafia, per testimoniare fermamente la posizione dello Stato nei confronti di un fenomeno ancora molto diffuso.

 


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23 ottobre, 2019

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