Sutri – Accetta le scuse di Giovanni Arena, anche se, come dice lui, gli “sono girate un bel po’ le palle…”. Vittorio Sgarbi non vuole lanciarsi in un nuovo round della polemica con il sindaco di Viterbo sulla macchina di santa Rosa a Sutri.
“Non metterò mai più piede a Viterbo, se non un giorno in cui Arena è in vacanza”, dice. Ma il tono è dei più pacati. Chi ha imparato a conoscerlo sa bene che la sua rabbia o esplode incontrollata o non esiste. E infatti aggiunge: “Fermi tutti: era una battuta. Sono abituato alle schermaglie. Se Arena mi chiama e vuole discutere sono disponibile. Altrimenti facciamo come il sindaco di Nepi, che non aveva capito che scherzavo quando dicevo di ospitare Morgan nel suo comune. Si è affrettato a diramare una nota in cui spiegava che per i suoi consiglieri non era il benvenuto. Tutto per una battuta”.
A Viterbo e provincia, a quanto pare, il suo destino è essere preso troppo sul serio (quando scherza) e per niente (quando fa proposte concrete). “Dev’essere ‘il morbo della Tuscia’ – Sgarbi non se lo spiega che così -: mi ha fatto incazzare che a una mia mano tesa si sia risposto con quella frase, che la macchina ‘me la potevo costruire da solo'”.
E pensare che il suo voleva essere un gesto di distensione. “Non ho fatto nulla per sottrarre il Natale di Caffeina a Viterbo – continua il capo della giunta sutrina -. Avevo proposto di dislocarlo su più città ma non se ne è fatto niente. Era il mio modo di mantenere, benché a Sutri, la continuità del legame tra Caffeina e Viterbo. Tu invece prima fai il cordiale, mi dici di sì, poi cadi dalle nuvole e mi fai le prediche?”.
Arena dice di aver frainteso: pensava che Sgarbi volesse un pezzo di una delle macchine, non un vecchio modello tutto intero. “Non abbiamo scherzato – insiste il sindaco di Sutri -. Non stai parlando con un coglione qualunque, che sarei io, che dice una cosa e non la fa. Io quando sono serio le cose che dico le faccio. Se parli con uno che viene da Marte capisco le perplessità. Ma se con te sto parlando io, che ho portato la macchina di santa Rosa a Milano, perché non dovrei portarla a Sutri? E tu mi fai le prediche perché sono scurrile? Ma che atteggiamento di superiorità è?”.
Eccolo qui l’altro motivo del “giramento di palle” di Sgarbi: l’enfasi che il primo cittadino di Viterbo ha posto sulla sua proverbiale scurrilità. “Col rischio – ha scritto Arena nel comunicato di scuse – di diventare patetico”. “Patetico io? Io sono Sgarbi: 200 libri scritti, curo mostre, sto sempre in televisione. Sono scurrile da trent’anni, sono ancora Sgarbi e sto benissimo, con la mia fama che è stata una pubblicità per Sutri e la Tuscia. Lui, invece, è Arena. A non essere scurrile è rimasto Arena, mentre io a esserlo sono diventato Sgarbi. Ha risposto con uno sfotto’ a una proposta positiva, che evidentemente non ha colto”.
Ma insomma: un pezzo della macchina di santa Rosa a Sutri andrebbe bene? “Io la volevo intera in quello spazio splendido che abbiamo davanti al Mitreo. Si tengano la loro macchina e ci metterò una Ferrari”. Altra battuta. Perché dietro lo showman, il sindaco di Sutri e il deputato, batte sempre il cuore dell’appassionato critico d’arte che, appena qualche giorno fa, si infuriava alla Camera con Federico Mollicone (Fratelli d’Italia), reo di voler tenere in cantina “L’uomo vitruviano” di Leonardo anziché esporlo al Louvre.
“La macchina di santa Rosa, come qualunque altra opera, sta meglio in cantina anziché esposta? – chiede -. Io non credo”.
Stefania Moretti
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