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Tarquinia - Carlo Antonelli e Giuseppe Zanoli raccontano l’esperienza dei volontari che hanno riaperto il casino di caccia della famiglia Bruschi Falgari

“Sogniamo di ridare nuova vita alla villa”

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Da sinistra, Carlo Antonelli e Giuseppe Zanoli

Da sinistra, Carlo Antonelli e Giuseppe Zanoli

Villa Bruschi Falgari

Villa Bruschi Falgari

La casetta del guardiano

La casetta del guardiano

La cappella

La cappella

 

Parco

Parco

La grotta

La grotta

Il viale che collega la cappella alla villa

Il viale che collega la cappella alla villa

Tarquinia – “Sogniamo di ridare un giorno nuova vita alla villa”. Carlo Antonelli e Giuseppe Zanoli sono due pensionati con l’amore per il patrimonio storico e artistico di Tarquinia. Loro, insieme a Francesca Biagiola e Mario Mandolesi, sono tra i promotori del comitato “Salviamo villa Falgari”, un gruppo di volontari che ha avuto il merito di rendere nuovamente visitabile per qualche settimana il casino di caccia dell’antica nobile famiglia Bruschi Falgari.

L’edificio, immerso in un parco di quattro ettari, si trova poco fuori Tarquinia, all’inizio della strada vicinale dell’Acquetta. Fu fatto costruire nella seconda metà dell’Ottocento dal conte Francesco Bruschi Falgari per la moglie Maria Giustina Quaglia, affidando l’incarico all’architetto Virginio Vespignani.

“Questa apertura è il massimo che possiamo fare – dicono Carlo e Giuseppe -. Non abbiamo titolo per fare di più. È un’iniziativa spontanea che coinvolge tanti tarquiniesi. Ogni giorno qualcuno viene, ci aiuta a pulire, a tagliare l’erba e a sistemare qualche pianta del parco per facilitare le visite”.

Che andranno avanti per tutto ottobre. Ogni martedì, giovedì, sabato e domenica la villa e il suo giardino saranno aperti al pubblico. Le persone possono accedere all’edificio principale per visitare la mostra fotografica che racconta la storia del luogo.

Da qui, affacciarsi sul terrazzo con vista sul mare, per poi proseguire il percorso nel giardino ricco di piante esotiche, ammirando la “casetta del guardiano”, le grotte con acqua sorgiva, i ruscelli, le fontane, fino ad arrivare alla piccola cappella in cui sono sepolti alcuni degli ultimi esponenti della famiglia Bruschi Falgari.

“Il nostro obiettivo principale è sensibilizzare la città e le istituzioni, perché si possa in futuro valorizzare in modo adeguato la villa e il parco – affermano Carlo e Giuseppe -. Le persone che vengono a vederla, e sono tante, rimangono affascinate per un luogo così vicino al centro abitato, ma ai più quasi sconosciuto”.

Daniele Aiello Belardinelli


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13 ottobre, 2019

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