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Istambul – Un reporter curdo è stato ucciso dal raid dell’aviazione turca mentre viaggiava su un pulmino con altri colleghi e civili nel nord della Siria. Altri due giornalisti stranieri sarebbero stati colpiti, ma non se ne conosce l’identità. La notizia è stata data da una reporter francese, anche lei a bordo del pulmino, nella zona del fronte dell’offensiva turca.
Dopo l’annuncio dello stop all’esportazione di armi da parte della Germania, Erdogan, in un discorso alla tv turca, annuncia che non si piegherà alle minacce e non fermerà la sua offensiva ne’ per le sanzioni economiche ne’ per l’embargo delle armi. Il presidente turco dichiara che l’esercito si spingerà per 30-35 km in territorio siriano per distruggere le postazioni dei terroristi Ypg, ma l’attacco non sarà diretto contro i curdi considerati fratelli.
La cancelliera tedesca Angela Merkel intima a Erdogan di mettere immediatamente fine all’operazione militare nel nord est della Siria, avvertendo che il proseguimento dell’offensiva aumenterà la destabilizzazione della regione con conseguente risveglio dei terroristi dell’Isis.
L’Onu riferisce che sono oltre 130mila gli sfollati fuggiti dalle loro case e tra gli sfollati siriani ci sono anche familiari di jihadisti dell’Isis. La polizia curdo-siriana che ha il compito di mantenere la sicurezza attorno al campo profughi ha abbandonato il proprio incarico.
Oggi il papa all’Angelus ha rivolto il suo pensiero “all’amata e martoriata Siria” e ha rinnovato l’appello ad impegnarsi sulla strada del dialogo per cercare soluzioni efficaci.
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