Roma – “Dal 2000 hanno lasciato il mezzogiorno 2 milioni e 15mila residenti, la metà giovani fino a 34 anni e uno su cinque dei cittadini che lasciano lʼItalia è laureato”. Questo è quanto si legge nel rapporto Svimez.
Il documento, oltre ai dati, definisce la misura del reddito di cittadinanza “nulla” per quanto riguarda l’impatto sul mercato del lavoro.
Il rapporto sottolinea poi che nel nostro paese è stato raggiunto “un nuovo minimo storico delle nascite” con 157mila bambini nati al Sud, cioè 6mila in meno rispetto al 2017.
Il documento specifica poi che “il contributo garantito dalle donne straniere non è più sufficiente a compensare la bassa propensione delle italiane a fare figli”.
Nel rapporto c’è anche un focus sul Sud dove si sottolinea che il mezzogiorno è entrato in “recessione”, con un Pil stimato in calo dello 0,2% contro il +0,3% del centronord (la media nazionale è +0,2%). Prevista una debole ripresa per il 2020 con il mezzogiorno che crescerà non oltre lo 0,2% a fronte dello 0,6% complessivo del paese.
I dati allarmanti riguardano soprattutto i giovani. Senza un’inversione di tendenza per quanto riguarda i giovani e le possibilità di lavoro il rapporto sottolinea che “nel 2065 la popolazione in età da lavoro diminuirà del 15% nel centronord (-3,9 milioni) e del 40% nel mezzogiorno (-5,2 milioni)”.
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