Viterbo – (g.f.) – Elezioni provinciali, quarantadue candidati su quattro liste, tutti in corsa per 12 posti da consigliere.
Consegnate le liste, i partiti nella Tuscia si preparano ad andare alle urne il prossimo 15 dicembre. Appuntamento elettorale a zero suspance e nessun colpo di scena o quasi.
Sono votazioni di secondo livello, decidono i sindaci e i consiglieri comunali dei 60 centri della Tuscia. Quindi, si sa già l’orientamento e chi potrà avere la maggioranza. Il successo del centrodestra è dato per scontato.
La coalizione si presenta divisa all’appuntamenti. Forza Italia, Lega e Fondazione nella lista Insieme per la Tuscia, e Fratelli d’Italia per conto proprio con Tuscia Tricolore.
Sul fronte opposto, Tuscia Democratica, ispirata dal Pd e Per i Beni comuni, che mette insieme esponenti di sinistra e moderati, accomunati da alcuni temi, come la gestione dell’acqua.
Fra i 42 nomi, solo quattro i sindaci concorrono: Maurizio Testa (Insieme per la Tuscia e sostenuto da Fondazione), Alessandro Romoli (Insieme per la Tuscia), Mario Mengoni ed Eugenio Stelliferi (Tuscia Democratica). Il resto sono consiglieri.
Il centrodestra punta a un risultato importante. Tanto che ieri in conferenza stampa è stato già dato l’avviso di sfratto a Pietro Nocchi, presidente espressione del centrosinistra. Solo che il sistema elettorale prevede tempi e modalità separate per consiglieri e presidente. Quindi, in linea teorica e forse anche pratica, Nocchi può rimanere fino a scadenza a palazzo Gentili.
Scorrendo le liste, c’è molta provincia fra i 42 in corsa. Solo cinque arrivano dal capoluogo, Ombretta Perlorca e Giulio Marini (Insieme per la Tuscia), Gianluca Grancini (Tuscia Tricolore), Giacomo Barelli e Lina Delle Monache (Tuscia Democratica).
Nel centrosinistra, quasi tutti riconfermati gli uscenti, ad eccezione di Francesco Serra ed Elena Tolomei, mentre nel centrodestra ci riprovano Gianluca Grancini e Alessandro Romoli. Quest’ultimo in pole per la riconferma da capogruppo.
In attesa del 15 dicembre, un pensiero accomuna tutti i partiti, sia raccolti in un’unica lista, sia quelli in corsa solitaria. La certezza di prendere un discreto numero di rappresentanti. Contando sugli amministratori locali e la loro fedeltà.
– 42 candidati in corsa per 12 posti da consigliere
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