Viterbo – Il viterbese Emilio Cruciani tra i dieci geni italiani dell’informatica premiati da Facebook.
Ha solo 29 anni ed è già uno dei geni premiati dal colosso dei social network in un concorso indetto per ingegneri del software, ovvero tutti color che studiano come progettare i migliori programmi che fanno girare computer e smartphone.
Facebook ha annunciato in tutto 23 vincitori, ben dieci sono italiani tra cui Emilio Cruciani.
Il numero di italiani è così alto perché l’Italia vanta un primato nell’informatica e nella scienza dei computer con istituti quali il Cnr, il Gran Sasso science institute dell’Aquila, l’Università di Salerno e il Politecnico di Milano.
La cerimonia di premiazione ufficiale il 20 e il 21 novembre a Londra.
Emilio Cruciani studia sciami di lucciole e colonie di formiche. “Come fanno le prime a sincronizzare la loro bioluminescenza e le seconde a costruire ponti per raggiungere punti lontani? Mi affascina comprendere il potere di calcolo di sistemi apparentemente semplici – spiega Emilio sulle pagine di Repubblica -, come appunto le comunità degli insetti: nonostante siano formati da organismi con una capacità computazionale ridotta, riescono collettivamente a risolvere compiti molto complessi”.
Emilio Cruciani, 29 anni, è originario di Viterbo e ora si trova all’Aquila per conseguire il dottorato di ricerca al Gran Sasso Science Institute dell’Aquila ma continuerà a fare ricerche a Nizza.
Attualmente si sta occupando di come un fenomeno che si diffonde attraverso una rete sia influenzato dalla struttura della rete stessa.
“Prendiamo una rete sociale dove i protagonisti sono le persone i loro rapporti di amicizia – spiega -. Ogni persona ha una opinione -semplificando, un colore- che evolve nel tempo a seconda delle interazioni con i suoi amici. Se penso ‘rosso’ e tutti i miei amici pensano ‘blu’ la pressione sociale mi porterà a cambiare opinione.
Alcuni modelli matematici mostrano che le opinioni delle persone convergeranno verso un consenso, cioè tutti condivideranno la stessa opinione; se la rete sottostante è ben connessa, il consenso sarà veloce. Se invece presenta delle comunità – gruppi di persone connesse densamente tra loro e sparsamente con l’esterno -ogni comunità raggiungerà il proprio consenso velocemente e lo manterrà per un lungo periodo di tempo prima di convergere ad un consenso globale. L’idea di fondo è molto intuitiva ma la vera sfida è nella sua formalizzazione ed analisi matematica”.
A proposito di social network, Emilio Cruciani, ha le idee chiare.
“Sono i più grandi produttori e consumatori di software e hanno già capacità di ricerca autonome orientate a risolvere problemi sia teorici che tecnologici che affrontano quotidianamente. D’altra parte queste grandissime aziende investono ogni anno in ricerca e sviluppo quantità di denaro paragonabili a quelle dei singoli Stati: basti guardare i 23,8 miliardi di euro investiti dall’Italia nel 2017 in ricerca e sviluppo (di cui circa 5,5 miliardi nell’università) contro i 20,5 miliardi di euro di Amazon.
Ovviamente c’è interesse nella collaborazione con l’accademia, piuttosto che nella competizione, ma non è sempre immediato poter trovare degli accordi. L’università potrà continuare a essere un luogo di ricerca di eccellenza solo se si investirà davvero nella ricerca pubblica”.
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