Montefiascone – Felicetto Dominici, il 19enne fucilato dai tedeschi il 20 maggio 1944 per aver compiuto atti di sabotaggio alle linee telefoniche.
È la storia del montefiasconese ucciso dai nazisti a soli diciannove anni il 20 maggio 1944 a Viterbo.
La sua è una storia tragica, ma piena di coraggio e rispetto, in primis verso la sua famiglia. È una storia mai raccontata fino a ora che ripercorre il gesto eroico di un ragazzo appena diciannovenne.
Infatti Felicetto, classe 1925, era il quarto fratello della famiglia montefiasconese di Genuino e Assunta Pigliavento. I suoi fratelli erano Guerino, Tommaso e Rosa.
Insieme a Guerino decise di combattere le truppe naziste nella zona di Montefiascone e Viterbo. Qui i due effettuarono degli atti di sabotaggio alle linee telefoniche. Ma i tedeschi li catturarono.
Durante l’interrogatorio di fronte ai nazisti, Felicetto si assunse tutte le sue responsabilità, e con un gesto eroico, scagionò dall’accusa il fratello Guerino che aveva famiglia.
La sua azione gli costò la vita. Infatti, nonostante avesse soltanto diciannove anni, i tedeschi il 20 maggio 1944 lo fucilarono a Viterbo.
Dopo la sua esecuzione venne trasferito al cimitero di Montefiascone dove tutt’ora riposa.
A testimoniare le sue azioni contro le truppe naziste ci sono alcuni documenti dell’archivio storico del comune di Montefiascone.
Uno di questi è la certificazione del sindaco Ernesto Romeo datata 13 novembre 1944 allegata all’atto di notorietà.
“Il sindaco certifica – si legge – che in base a documento legale esistente nel competente ufficio del comune, risulta che Dominici Felicetto fu Genuino e di Pigliavento Assunta, nato a Montefiascone il 5 febbraio 1925 venne fucilato dai tedeschi in Viterbo il 20 maggio 1944 e che il medesimo deve essere considerato come dato alla patria avendo compiuto atti di sabotaggio contro l’esercito tedesco”.
Un altro documento che attesta le azioni come partigiano di Felicetto è proprio l’atto di notorietà del 13 novembre 1944. Qui si evidenzia che il 19enne sabotò la linea telefonica tedesca.
“Dominici Felicetto fu Genuino – si legge nel documento – è deceduto in Viterbo il 20 maggio 1944 mediante fucilazione per aver compiuto atti di sabotaggio sulla linea telefonica a danno delle truppe tedesche e che per tanto il suddetto Dominici Felicetto deve essere considerato come dato alla patria”.
Dagli atti dell’archivio storico risultarono almeno tre atti di sabotaggio alla linea telefonica tra Bolsena, Montefiascone e Marta alla fine dell’aprile 1944 con la conseguente cattura degli autori. Probabilmente alcune azioni furono opera proprio di Felicetto e di suo fratello.
Sulla tomba di Felice, che riposa tra il padre e la madre al cimitero comunale di Montefiascone, c’è una particolare dedica: “A Felice Dominici che il 20 maggio 1944, non ancora ventenne, cadeva vittima della tirannide tedesca – La madre che lo adorava desolata”.
Come Felicetto è bene ricordare che anche altri giovani montefiasconesi pagarono con la vita i loro gesti di resistenza alle truppe naziste: il ventenne Delio Ricci e il trentaseienne Salvatore Paoletti. Il primo venne impiccato a Manciano il 20 maggio 1944 dopo un rastrellamento dei nazifascisti contro le bande partigiane che operavano in quella zona mentre il secondo venne ucciso il 6 giugno dello stesso anno in località Grilli a Montefiascone poiché sembra avesse con sé una pistola e avrebbe fatto delle osservazioni a dei soldati tedeschi in transito.
Le vicende di Felicetto e degli altri due partigiani di Montefiascone, per molti aspetti simili e quasi identiche, hanno scritto le pagine più coraggiose del periodo della seconda guerra mondiale di Montefiascone.
Michele Mari
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