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Economia - L’azienda di Mountain View sta tentando da anni di allargarsi in ogni possibile settore

Google diventa una banca, i risvolti nel trading online

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ViterbosponsorizzatoL’azienda di Mountain View sta tentando da anni di allargarsi in ogni possibile settore, ampliando il più possibile il suo impero.

Secondo il Wall Street Journal, Google avrebbe intenzioni di lanciare anche un servizio di deposito e conto corrente, su cui i propri utenti potranno depositare denaro.

Il progetto si chiamerà Cache e includerà anche un servizio di prestiti per i consumatori più giovani. Tutto questo non sarà portato avanti dalla sola Google.

A collaborare ci sarà infatti Citigroup, terza banca più grande degli Stati Uniti e presente nell’elenco di banche con rilevanza sistemica e perciò troppo grandi per fallire.

L’atteggiamento del colosso tecnologico fin ora è stato molto accomodante con governi e autorità finanziarie, probabilmente per non incorrere nei problemi che si sono presentati a Facebook.

Così si è espresso Caesar Sengupta, general manager e vicepresidente del settore pagamenti, ai microfoni della CNBC: “Il nostro approccio sarà quello di una profonda collaborazione con le banche e con il sistema finanziario. Forse sarà la strada più lunga, ma è anche la più sostenibile”.

Belle parole senz’altro, che non dissolvono però la diffidenza di governi ed autorità di vigilanza nei confronti sia di Google, che di altre aziende appartenenti alle Big Tech.

Al centro dei problemi c’è sempre il dubbio di un uso improprio dei dati personali degli utenti, oltre che lo sfruttamento di posizione dominante su molti campi.

Proprio in questi giorni Google è sotto inchiesta per aver raccolto dati sanitari senza autorizzazioni per un totale di 50 milioni di persone, sfruttandole per il progetto Nightingale.

Si aggiungano poi le sanzioni decide dall’Unione Europea e Australia proprio per l’uso poco trasparente di dati personali e si capirà bene il motivo di tanta diffidenza da parte dei governi nazionali.

Google Stadia: rivoluzione nel mondo del gaming?

Nell’ottima di un allargamento verso ogni settore possibile, tecnologico o meno, la grande G è ormai pronta ad entrare con prepotenza nel mondo del gaming. E si può dire che lo faccia in grande stile o quantomeno in maniera peculiare.

Google Stadia, in uscita il 19 Novembre 2019, non sarà infatti una nuova piattaforma gaming come quelle già presenti sul mercato. Sarà invece un semplice servizio di streaming, che non comprenderà alcun hardware.

Il sistema sarà a suo modo molto semplice. Gli utenti potranno giocare in streaming da qualsiasi dispositivo in grado di collegarsi al motore di ricerca Google o Youtube. Video e audio di gioco saranno riprodotti sul dispositivo in questione, mentre i giochi verranno effettivamente processati da delle macchine situate da tutt’altra parte.

Risulterà subito chiaro come il nodo centrale per questo genere di servizio sia la connessione internet.

In teoria, con 15 mgps si può già avere una buona esperienza di gioco, con 1080p e surround 5.1. tuttavia sotto i 10 mgps risulterà praticamente impossibile giocare in maniera soddisfacente.

Stadia è dunque un servizio pensato soprattutto per gli utenti dei paesi che possono effettivamente vantare buone connessioni alla rete e purtroppo in Italia ci sono ancora troppe zone mal coperte.

Trading online: il titolo non brilla

Nonostante gli sforzi, il titolo non brilla di certo in questo ultimo periodo, complici anche le inchieste giudiziarie che vedono l’azienda Californiana convolta.

Tuttavia si dovrà attendere l’uscita di Stadia e il lancio di Cache, che potrebbero proiettare le azioni GOOGL molto in alto.

Per la verità l’ultima settimana non è stata nemmeno tropo negativa, che un piccolo trend rialzista nella giornata di ieri.

Investire o fare trading online su questo titolo rimane, quindi, ancora una buona idea, solo si dovrà agire con cautela.

Sono infatti sconsigliate posizioni short che mirino alla speculazione intraday data la natura del titolo e il momento non favorevolissimo. Molto più sensate sono posizioni più attendiste e conservative, aspettando magari ciò che può portare in dote il nuovo anno.


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29 novembre, 2019

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