Tarquinia – La Cna punta su Tarquinia. E lo fa inaugurando la nuova sede alla zona commerciale e artigianale, cuore produttivo della città etrusca.
Al taglio del nastro, che si è svolto nel pomeriggio del 15 novembre, hanno partecipato tra gli altri il vice sindaco Luigi Serafini, il presidente di Cna Tarquinia Sandro Pestelli, il presidente e la segretaria di Cna Viterbo e Civitavecchia Angelo Pieri e Luigia Melaragni e l’amministratore delegato di Upav servizi Attilio Lupidi.
“Siamo un’associazione che riunisce artigiani, piccole e medie imprese – ha esordito Pestelli -. Abbiamo quindi scelto la zona commerciale per la nuova sede. Siamo una realtà che è presente da più di 60 anni in questa città”. Il presidente di Cna Tarquinia stila il bilancio dei servizi e delle attività offerti nel 2018. Dalle 170 aziende cui viene tenuta la contabilità alle 1065 pratiche di patronato. Dalle 1189 pratiche del Caf ai 1300 cedolini per i lavoratori dipendenti. “Sono grandi numeri – commenta -. Un grazie va a chi lavora nella sede e a tutta la dirigenza”.
Il vice sindaco Serafini ha sottolineato il ruolo dell’associazione nell’economia tarquiniese e annuncia un importante progetto in collaborazione con la Cna: “Stiamo iniziando il percorso per far entrare Tarquinia nell’Associazione italiana città della ceramica, che ha come capofila Faenza. La nostra è una tradizione di 3mila anni. Contiamo di presentare la domanda al Ministero dello sviluppo economico entro la fine dell’anno”.
“Tarquinia è una tra le sedi migliori”, ha detto il presidente Pieri che ha aggiunto: “I tarquiniesi devono sentirsi onorati di essere associati. Qui c’è un grande fermento imprenditoriale. A noi artigiani non devono insegnarci il mestiere. Occorrono funzionari che ci seguano per la burocrazia”.
La segreteria Melaragni ha definito Tarquinia un fiore all’occhiello dell’associazione.
“Per questo motivo abbiamo deciso di aprire una nuova sede, per crescere ancora – afferma -. Rispetto al 2010 è cambiato il mondo. Sono stati anni di crisi. Gli indicatori lo dimostrano”.
Nel 2010 le imprese a Tarquinia erano 2338. Dopo nove anni sono 2171. Il 7,1% in meno. Un dato più alto della media provinciale. Tarquinia è un comune agricolo. Un settore però in difficoltà. In dieci anni il saldo tra nuove aziende e quelle che hanno chiuso è negativo. Si sono perse 100 imprese.
Nel commercio sono 319 le imprese. Nelle costruzioni 234. Nell’artigianato le imprese sono 320 contro le 372 del 2009. Un calo del 14%. Il comparto che ha sofferto di più è stato quello delle costruzioni. Anche manifatturiero ha risentito della crisi. Nel 2009 erano 66 le imprese. Oggi sono 44.
In controtendenza il settore turistico. Ci sono 175 imprese. L’8% contro la media provinciale del 6,35%. “Sta cambiando l’economia del nostro territorio – ha speigato Melaragni -. Nasciamo per tutelare l’artigianato, ma abbiamo voluto creare Cna turismo. Il comparto è cresciuto del 28% e può diventare una leva per la crescita economica”.
A prendere parola infine l’amministratore delegato di Upav servizi Lupidi: “L’inaugurazione è sempre una cosa positiva. È fonte di aspettative e riconoscimento dell’ottimo lavoro che è stato fatto in passato”.
Daniele Aiello Belardinelli
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