Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Fabrizio Fersini, presidente Polisgens, al convegno "Un nuovo patto nella città per una democrazia intelligente, governare insieme per il bene comune"

“La politica si rimetta al servizio della comunità”

Condividi la notizia:

Viterbo - Il convegno dell'associazione Polisgens

Viterbo – Il convegno dell’associazione Polisgens

Fabrizio Fersini

Fabrizio Fersini

Bengasi Battisti, Giovanni Arena e Giancarlo Gabbianelli

Bengasi Battisti, Giovanni Arena e Giancarlo Gabbianelli

Viterbo - Il convegno dell'associazione Polisgens

Viterbo – Il convegno dell’associazione Polisgens

Viterbo – Amare la propria città e vivere bene insieme, superando la politica dell’io a favore di quella del noi. Azzerare la distanza tra politica e società civile per arrivare a una co-governance cittadina. Ricostruire la comunità sulla base di relazioni positive con l’altro. Sono i temi affrontati nel convegno “Un nuovo patto nella città per una democrazia intelligente, governare insieme per il bene comune”, che si è tenuto questa mattina nella sala Gualtiero di palazzo dei Papi. È stato organizzato dall’associazione Polisgens e moderato dal giornalista di Tv 2000 Pierluigi Vito.

“Ricostruire la comunità – afferma Fabrizio Fersini, presidente della Polisgens – è l’obiettivo principale. Ed è fondamentale partire dal ri-creare una relazione positiva con l’altro, ovvero contrastare paure e diffidenze. Oggi c’è l’urgenza di ripensare alla politica come servizio alla comunità e gli amministratori devono avere il coraggio di creare una co-governance cittadina”.

Fersini ricorda Domenico Mangano, amministratore pubblico a Viterbo e fondatore con Chiara Lubich del Movimento politico per l’unità (Mppu). “Per raggiungere questi obiettivi – dice il presidente della Polisgens nonché copresidente del Mppu -, che sono obiettivi di fraternità, Mangano ci ha suggerito di passare attraverso la purificazione della nostra memoria e generare frammenti di reciprocità. Purificare la nostra memoria, ovvero cancellare il modo in cui vediamo l’altro, i problemi, la società e lo stato. Con generare frammenti di reciprocità, invece, intendeva donare amore gratuitamente. E l’amore è il collante per rigenerare le relazione umane e ricostruire la comunità”.

Per Stefano Cardinali, presidente dell’associazione Città per la fraternità, “la fraternità è un percorso difficile ma possibile”. “Amiamo la nostra città” è stata la sua esortazione, sulla scia del discorso del vescovo di Viterbo Lino Fumagalli. “Dobbiamo voler bene alla nostra città – ha detto Fumagalli -, solo così può rifiorire”. Poi, rivolgendosi agli amministratori presenti, ha affermato: “Ascoltate la vostra comunità”.

E in sala di amministratori ce n’erano. Dal senatore Umberto Fusco al consigliere regionale Enrico Panunzi, dal sindaco Giovanni Arena al vice Enrico Maria Contardo. Dall’assessora del comune di Viterbo Alessia Mancini al primo cittadino di Tuscania Fabio Bartolacci. Il comune di Tuscania, come quello di Civita Castellana, ha già adottato il patto politico partecipativo eletti-elettori. Ne ha parlato la professoressa Daniela Ropelato, docente all’istituto universitario Sophia di Loppiano (Firenze). “Serve un accordo continuativo tra amministratori e cittadini, ovvero tra eletti ed elettori, affinché si ritrovi il senso di condivisione dell’amministrare. La co-governance e la corresponsabilità servono per rigenerare i beni comuni, ma soprattuto il tessuto sociale e le relazioni. Dobbiamo ripartire dalla dimensione partecipativa per azzerare la distanza tra politica e società civile, un divario che oggi è il nodo centrale della crisi della politica democratica. Serve un reale cambiamento della politica che porti con sé una trasformazione sociale e che metta al centro le persone e non le leggi”.

Silvio Minnetti, presidente nazionale del Mppu. “Dobbiamo riscoprire l’umanità e la felicità pubblica, ovvero la bellezza del vivere bene insieme, superando la politica dell’io a favore di quella del noi. Il governo della città va condiviso. Dobbiamo fare rete, le frammentazioni non servono a nulla. Inoltre serve un ricambio generazionale, perché i giovani sono gli unici che vivono il presente ma che vivranno anche il futuro. Serve una riscossa civica, perché siamo in declino dagli anni ’90”.

In sala Gualtiero, oltre al prorettore dell’Unitus Alvaro Marucci, che ha auspicato di “riscoprire il valore del confronto”, anche l’ex sindaco di Viterbo Giancarlo Gabbianelli. “Quando ho visto il mio sindaco Gabbianelli in sala – ha detto l’attuale primo cittadino Giovanni Arena – ho pensato che l’amore per la propria città resta sempre, perché lui è qui pur non essendo più amministratore. Quello del sindaco è un servizio difficile. Il sindaco deve affrontare quotidianamente la realtà cittadina, che a volte è cruda. Le proposte di questa mattina ci hanno stimolato principi forse sopiti ma che dobbiamo necessariamente recuperare”.


Condividi la notizia:
23 novembre, 2019

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/le-strane-pose-di-milo/