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Tribunale - Per la difesa il bracciante 41enne accusato di incendio boschivo non c'entra con il boom di roghi dell'estate 2017 - L'avvocato De Santis: "Lui e la famiglia vivono di piante"

“Non è un piromane, va in giro per boschi perché fa il coltivatore”

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Danilo Camilli

Danilo Camilli

L'avvocato Samuele De Santis

L’avvocato Samuele De Santis

Vetralla – (sil.co.) – “Non è un piromane, va in giro per boschi perchè fa il coltivatore”. Per la difesa il bracciante 41enne accusato di incendio boschivo non c’entra con il boom di roghi dell’estate 2017. “Lui e la famiglia vivono di piante”, spiega l’avvocato Samuele De Santis. 

Parla la famiglia del piromane a processo con l’accusa di aver appiccato 14 incendi in due mesi, tra Vetralla e Viterbo, tra il 23 giugno e il 22 agosto 2017. Si tratta del bracciante agricolo 41enne di Vetralla, Danilo Camilli, imputato di incendio boschivo davanti al giudice Gaetano Mautone che venerdì, dopo l’ammissione delle prove, ha rinviato l’udienza al 20 ottobre 2020 per sentire i primi testimoni dell’accusa. 

In attesa che il processo, fra un anno, entri nel vivo con i primi testimoni dell’accusa, parlano tramite il difensore Samuele De Santis i parenti dell’imputato. 

“La famiglia – spiega il legale – ritiene oltremodo umiliante essere accostata a tale delitto in quanto ha sempre vissuto economicamente dalla coltivazione della terra e delle piante, e questo è uno dei motivi perché è stato semplice trovare il mio assistito a girare per le campagne del viterbese, lo faceva per motivi lavorativi. Produce olio e vino e sta per mettere sul mercato una prestigiosa etichetta attraverso una società tedesca, di certo l’incendio è e rimane il suo più grande nemico”.

Il legale spiega anche perché tra i consulenti abbia nominato due esperti del Nucleo investigativo antincendi dei vigili del fuoco di Roma.

“Ho ritenuto che il nucleo investigativo antincendi Nia, del quale mi onoro di avere fatto parte, sia il più qualificato per parlare del fuoco, per questo  rivolgeremo una richiesta ufficiale al ministero per una consulenza di parte. Dopo averlo combattuto per 8 anni e avendo una famiglia di pompieri, posso dire che il fuoco vive e respira e cerca prestabilite vie per alimentarsi e crescere, proprio come farebbe un essere vivente, la sua unica legge è la sopravvivenza attraverso la distruzione di ciò che più comburente trova e cerca alla sua portata.

Ma se nei luoghi chiusi è sempre difficile ma comunque ipotizzabile ricostruire la sua dinamica, in luoghi aperti è praticamente impossibile descriverne innesco, propagazione e dinamica. È un tema a cui sono molto affezionato praticamente sconosciuto ai più”.


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14 novembre, 2019

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