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Tarquinia - I due giovani si presentano

Pd, Cecconi e Scomparin candidati coordinatori

di Daniele Aiello Belardinelli
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Emanuele Scomparin e Aldo Cecconi

Emanuele Scomparin e Aldo Cecconi

Emanuele Scomparin

Emanuele Scomparin

Aldo Cecconi

Aldo Cecconi

Giuseppe Piferi

Giuseppe Piferi

Leonardo Paciotta

Leonardo Paciotta

Maria Laura Santi

Maria Laura Santi

Tarquinia – Aldo Cecconi ed Emanuele Scomparin. Sono i due giovani candidati alla carica di coordinatore del Pd di Tarquinia. L’ufficializzazione è arrivata il 9 novembre, durante l’assemblea del circolo “Domenico Emanuelli”. La loro sarà probabilmente una a corsa due. Anche se fino al primo dicembre, giorno del congresso, sarà possibile avanzare altre candidature che, al momento, non sembrano essere all’orizzonte.

Cecconi è il primo a presentarsi. “Voglio impegnarmi e schierarmi in questo momento storico – afferma -. Ritengo il Pd un argine per difendere i valori fondanti della democrazia. Sembra esserci un ritorno agli anni Venti del Novecento”. Parla di lavoro: “L’Ilva di Taranto è una sconfitta della politica. Lo Stato non può porre la scelta tra diritto al lavoro e diritto alla salute. Il Pd deve farsi garante di questi due diritti, trovando una sintesi”. Sulle fake news e sull’imbarbarimento del linguaggio politico. “Il mio primo atto – sottolinea -, se sarò eletto, sarà quello di adottare il decalogo di autoregolamentazione dell’uso dei social”.

Analizza la situazione politica locale. “Il Pd tarquiniese esce da una fase difficile, con le sconfitte alle amministrative del 2017 e 2019 e la mancata presentazione di una lista alle elezioni dell’Università Agraria – dichiara -. Il Pd è stato preso ad esempio come il partito di tutti mali. Invece ha governato bene. Chi non si ricorda cosa ha lasciato Giulivi? Una città in rovina che persone più competenti hanno abbellito e salvato. Ma non è bastato”.

Serve andare avanti. “Questo è il passato e lo rivendichiamo – evidenzia -. Guardiamo però al futuro chiedendo anche scusa, riavvicinandoci ai cittadini. La prima proposta, come segreteria, sarà sulla rigenerazione urbana e sull’apertura dello sportello unico dell’edilizia”. Le alleanze non devono essere un tabù. “Va fatto un percorso con tutte le forze progressiste – conclude Cecconi -. Se ci si divide a sinistra, questo è un regalo per la destra. Il rinnovamento deve essere nelle idee e nell’impegno”.

Poi è stata la volta di Scomparin. “Mi candido – dice -, perché credo che ci possa essere un rilancio serio come proposta alternativa al populismo becero di chi dice cose, solo per tornaconto elettorale, e non a cuore l’interesse della cittadinanza”.

Critica le spaccature e le correnti che caratterizzano il partito: “Sono un motivo ricorrente del Pd. Durante l’ultima campagna elettorale, ho sentito spesso che era necessario fare un passo indietro per unire. Invece dobbiamo farlo tutti in avanti. Altrimenti questo luogo si svuota. Mettiamoci in gioco per la città. Molte persone non hanno una casa dove esprimere un’idea. Apriamo a loro le porte ma anche noi usciamo per ascoltare le necessità dei cittadini”.

Basta l’uomo solo al comando che, a sinistra, non funziona. “Serve organizzazione – ripete più volte -. Immagino una segreteria e un direttivo che sappiano distribuire i compiti. Dobbiamo essere presenti. Abbiamo il dovere di portare le nostre idee in consiglio comunale. Lo chiedono i cittadini che ci hanno votato”. Sul tema delle alleanze. “Cerchiamo di essere inclusivi parlando di progetti – spiega Scomparin -. Le alleanze non possono ridursi solo a uno scopo elettorale. Possiamo anche lavorare su singoli argomenti. Penso all’ecologia e al riutilizzo, per esempio”.

Infine, pone all’accento sul ringiovanimento: “Non vuol dire giovane a tutti costi. Sono per le capacità e la competenza. Se uno vuole impegnarsi, il suo apporto lo può dare. La mia squadra sarà un mix di giovani, esperti e persone che si sono avvicinate nell’ultimo periodo o che hanno già avuto esperienze nelle amministrazioni pubbliche”.

L’assemblea si è aperta con l’intervento dei tre coordinatori uscenti Maria Laura Santi, Giuseppe Piferi e Leonardo Paciotta. “Ci apprestiamo a lasciare il testimone al nuovo gruppo dirigente. – afferma Santi – Il tempo dei bilanci non è adesso. Ci sarà occasione per parlare della nostra segreteria, sebbene anomala”. Per Piferi “dobbiamo guardare avanti e mi auguro che ci siano più candidature. Il nuovo coordinatore avrà un ruolo complicato”. “Vorrei che il congresso sia svolto secondo tematiche politiche valutate, votate e realizzate”, dichiara Paciotta che aggiunge: “Mi aspetto un segretario forte ed autonomo, che sia pungolo e sostegno ai nostri consiglieri comunali”.

Daniele Aiello Belardinelli


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11 novembre, 2019

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