Milano – Nella pubblica amministrazione torna il turnover al 100%.
Venerdì scade il blocco fissato dall’ultima manovra per le assunzioni nei ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici.
Cadono così gli ultimi paletti al ricambio del personale, per cui la spesa per chi esce potrà essere interamente riversata su nuovi ingressi.
A partire dal prossimo anno la pubblica amministrazione potrà assumere circa 150mila persone durante i dodici mesi, a questi dati vanno aggiunti gli ingressi extra finanziati con le passate manovre.
La facoltà è stata prevista nel decreto crescita e adesso c’è anche il primo provvedimento attuativo, pubblicato in Gazzetta Ufficiale questa settimana.
Complessivamente si dovrebbe arrivare a 450-500 mila entrate nell’arco di tre anni. Il tutto è stato annunciato dalla ministra della Pubblica amministrazione Fabiana Dadone.
Dall’inizio del prossimo anno le regioni saranno divise in cinque fasce, a cui corrisponderanno altrettanti tetti di spesa. I rapporti più generosi spettano alle realtà meno popolose.
In fase di prima applicazione e fino al 31 dicembre 2024 le regioni a statuto ordinario nel limite del valore soglia “possono incrementare annualmente, per assunzioni di personale a tempo indeterminato, la spesa del personale registrata nel 2018, in misura non superiore al 10% nel 2020, al 15% nel 2021, al 18% nel 2022, al 20% nel 2023 e al 25% nel 2024, in coerenza con i piani triennali dei fabbisogni di personale e fermo restando il rispetto pluriennale dell’equilibrio di bilancio asseverato dall’organo di revisione”.
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