Corchiano – Riceviamo e pubblichiamo – Bellissimo pomeriggio di arte, cultura e storia nel Borgo antico di Corchiano, presso la Sala Pinacoteca di Palazzo San Valentino gremita di persone, con la presentazione del libro “Vedute di Corchiano” scritto e curato da Maria Cristina Sciardiglia e pubblicato nella Collana Quaderni di Corchiano dalla Davide Ghaleb Editore, con il patrocinio del Comune di Corchiano.
Un evento inserito nel programma dei festeggiamenti del “Natale a Corchiano tra arte, cultura e tradizione nel 50° Anniversario del Presepe Vivente”.
Dopo il saluto istituzionale del sindaco Paolo Parretti e la presentazione dell’evento da parte del vicesindaco con delega alla cultura Pietro Piergentili, si è passati alla bellissima recensione di Maria Assunta Sorrentino, docente di Storia dell’Arte all’Università di Tor Vergata, collection manager di Arte Antica per Palazzo Barberini e Palazzo Corsini e direttore scientifico del progetto “Museo diffuso di Corchiano”.
A seguire un’intensa e appassionante intervista all’autrice del libro da parte del vicesindaco Piergentili, che ha messo in evidenza come tutto sia nato dalla scoperta casuale di Sciardiglia, di un’opera straordinaria di Fracois Marius Granet esposta al Louvre di Parigi, dal titolo “Veduta di una strada di Corchiano” che raffigura la Porta Vecchia del Borgo di Corchiano, uno scorcio bellissimo del suo paese natio e come da questo episodio sia scoccata in lei una sorta di folgorazione che l’ha portata in primis ad indagare sul rapporto speciale che il giovane Granet aveva con Corchiano, nella sua estenuante ricerca della “bellezza inconsueta” nei suoi viaggi del Gran Tour, e da qui allargare poi la ricerca agli altri artisti del Gran Tour che hanno amato e fissato nelle loro opere le bellezze di Corchiano.
Partendo quindi da Granet, l’artista che Sciardiglia ama di più in assoluto, l’autrice ha esteso le sue ricerche bibliografiche, ricercando testi in tutta Europa e inseguito le opere conservate presso Istituzioni, musei e collezioni private, arrivando a scoprire ben 15 opere di Granet su Corchiano, un numero elevato ma sicuramento destinato ad aumentare grazie allo studio capillare della studiosa.
Da questa ricerca sono scaturite molte altre opere, che altri artisti europei famosi hanno realizzato passando a Corchiano, un luogo considerato singolare, evocativo e insolito, fuori dalle rotte principali del Gran Tour eppure così conosciuto dall’èlite artistica europea, che l’autrice ha definito “una scelta di libertà, dove la forza della natura, le antiche caverne, la luce, le ombre e gli straordinari e inconsueti paesaggi” erano fortemente ricercati per una nuova esperienza formativa.
Stiamo parlando di artisti importanti che hanno ricevuto riconoscimenti accademici tra i più rilevanti in Europa e solo per ricordarne alcuni oltre a Granet, sono da citare Marius Reinaud (Francia), Maximilien De Meuron (Svizzera), Ernst e Bernhard Fries (Germania) e tanti altri.
Con il suo lavoro Sciardiglia ci dimostra quindi che Granet non è stato un caso, ma che Corchiano ha rappresentato sicuramente una meta ambita e ricercata.
Il libro “Vedute di Corchiano”, ci ha permesso di riapprezzare il fascino e le bellezze antiche del nostro Borgo e del nostro territorio, ma nello stesso tempo è riuscita anche a riaprire “delle finestre sul passato”, raccontandoci storie di vita vissuta, aneddoti, costumi e mestieri di un tempo passato.
Uno straordinario lavoro di ricerca, lungo, faticoso, difficile, un lavoro eseguito con tanta passione ma anche con altrettanta competenza e metodo scientifico, un viaggio artistico a ritroso nel tempo che ci ripropone Corchiano da una prospettiva unica, quella di artisti europei famosi che nei primi decenni dell’800, hanno scelto proprio Corchiano come meta ricercata e preferita del loro viaggio artistico chiamato Gran Tour.
Artisti che hanno saputo cogliere e apprezzare le bellezze del nostro paese fissando nelle loro opere, paesaggi, scorci e particolari storici di Corchiano, oggi esposti nei più famosi musei europei, quali il Museo del Louvre e il Musèe Granet di Ville d’Aix-en-Provence in Francia, il museo di Ville de Neuchâtel in Svizzera e i musei di Heidelberg, Frankfurt, Karlsruhe in Germania.
Opere straordinarie che M. Cristina Sciardiglia ci ripropone e che ci permettono di prendere sempre più consapevolezza dell’importanza che Corchiano ha rivestito nel tempo e soprattutto di quanto di prezioso abbiamo perduto e proprio per questo, la grande responsabilità che oggi tutti noi abbiamo di riscoprire, tutelare e tramandare alle future generazioni, la nostra storia e le nostre radici.
Il messaggio più importante che l’autrice ci manda con questo libro e che racchiude tutto il senso profondo del suo lavoro è nella sua frase: “colmare ciò che non c’è più, per preservare ciò che c’è ancora”.
Grazie M. Cristina!
Amministrazione comunale di Corchiano
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