Viterbo – Dieci scuole, tre centrali termiche, una palestra e gli uffici dei servizi sociali escono finalmente dal grande freddo. Dove erano precipitati perché mancavano ancora i lavori di messa a norma delle caldaie. E senza di questi, niente calore. A Viterbo. Proprietà comunali, gestite fino a qualche tempo fa tramite il servizio caldaie della Francigena, società partecipata. Poi il servizio è stato dato in appalto, accorgendosi però che mancava un pezzo. Ad esempio la certificazione antincendio.
Questione risolta ma la polemica non è mancata. Ieri, durante la riunione della seconda commissione in sala consiliare a Palazzo dei Priori.
“Abbiamo dovuto fare una variazione di bilancio di somma urgenza – ha esordito in commissione il vicesindaco di Viterbo Enrico Contardo – Riguarda una quindicina di edifici del comune dove mancava la certificazione antincendio. E senza i lavori di messa a norma non si potevano accendere i termosifoni. Abbiamo risolto tutto e i riscaldamenti sono partiti. Prima, quando la Francigena gestiva il servizio, il comune non faceva la verifica. Adesso il servizio caldaie è stato dato in appalto a un’altra ditta e ci siamo ritrovati senza questi certificati, che non spettavano certo alla nuova impresa, e abbiamo dovuto provvedere immediatamente”.
Quasi 150 mila euro la spesa complessiva. La messa a norma ha riguardato le scuole elementari Concetti, La Pila, Volta, De Amicis, Grotte Santo Stefano e San Martino, la scuola materna di Villanova, le scuole medie Vanni, Tecchi ed Egidi, le centrali termiche del comune, degli uffici tecnici e del museo civico, la palestra della scuola elementare di Grotte Santo Stefano e gli uffici dei servizi sociali
“I requisiti di emergenza si sono creati per non aver affrontato subito il problema – ha attaccato il consigliere Alvaro Ricci del Partito democratico -. E questo per l’inerzia dell’amministrazione. Potevate intervenire prima, evitando tutti questi disagi. Occorre capire di chi sia realmente la responsabilità e i motivi che li hanno causati”.
Le spese previste, e portate da Contardo in aula, fanno parte di un’apposita delibera che verrà sottoposta al consiglio comunale per l’approvazione. Ieri il voto della commissione.
“E’ surreale dover scontare ritardi dovuti a Francigena – ha detto Patrizia Notaristefano di Viterbo 2020 -. Sarebbe stato più opportuno che l’amministrazione avesse fatto dei controlli immediatamente. Resta comunque assurdo che non li abbia fatti Francigena, come avrebbe dovuto. E’ pur sempre di una società partecipata dal comune. Al 100%”.
Alla fine la delibera approvata. Con il voto contrario di Ricci, Massimo Erbetti del movimento Cinque stelle e l’astensione di Notaristefano.
Daniele Camilli
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