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Good news - Montalto - Il rilascio è avvenuto con la supervisione scientifica di Giuseppe Nascetti e di Roberta Cimmaruta del dipartimento di Scienze ecologiche e biologiche dell'Unitus

Montalto, tornano in mare diecimila piccoli astici

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Montalto, tornano in mare gli astici

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Montalto, tornano in mare gli astici

Montalto –  Tornano in mare gli astici nel mare di Montalto. Grazie al progetto Seasave “Azioni integrate per la protezione di ecosistemi chiave per la pesca sostenibile”.

Un bel regalo di fine anno per il mare dell’Alto Lazio: 10mila giovani astici liberati nell’area protetta Sic “Fondali tra il Fiora e il Chiarone”, davanti alle coste di Montalto di Castro.

Sono i primi di circa 30mila che andranno a ripopolare le coste del Lazio settentrionale nell’ambito del progetto Seasave, che da luglio 2019 sta mettendo in campo una serie di azioni con l’ambizioso obiettivo di salvaguardare e recuperare la biodiversità marina lungo le coste dell’Alto Lazio, grazie a fondi europei Feamp e della direzione generale della Pesca Acquacoltura del ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.

Le operazioni di ripopolamento a sostegno di specie importanti come l’astice europeo permetteranno il recupero delle popolazioni locali di questa specie, con benefici per l’ecosistema e per la piccola pesca costiera.

Il rilascio è avvenuto in uno dei principali Sic (Siti di importanza comunitaria) del Lazio settentrionale, dove si trova un’estesa prateria di Posidonia oceanica, un habitat prezioso per molte specie marine che qui generano e allevano i loro piccoli.

Un posidonieto vitale quindi sostiene la biodiversità marina ed è contemporaneamente sorgente di importanti risorse per la pesca artigianale. Per questo nel 2013, grazie al progetto Life Natura Poseidone, l’area è stata protetta fisicamente con delle barriere sommerse che bloccano la pesca a strascico illegale, permettendo agli organismi marini di crescere al sicuro, compresi i giovani astici appena liberati.

Gli astici vengono allevati nel Centro Ittiogenico Sperimentale delle Saline di Tarquinia (Cismar-Unitus) a partire da femmine ovigere catturate nelle stesse aree di rilascio, per garantire la compatibilità ecologica e genetica dei giovani liberati con i popolamenti locali.

Il difficile processo di allevamento è stato messo a punto in anni di ricerche e sperimentazioni e permette di ottenere giovani astici in perfetta salute e di cui si conosce la firma genetica, in modo da poterli poi identificare una volta ricatturati dai pescatori.

Le operazioni di allevamento e rilascio si svolgono sotto la supervisione scientifica del professor Giuseppe Nascetti e della professoressa Roberta Cimmaruta del dipartimento di Scienze ecologiche e biologiche dell’Università della Tuscia di Viterbo, in continuità con una serie di azioni già intraprese con altri progetti nazionali ed europei.

Queste azioni sono anche un’ottima occasione per far crescere le future generazioni di ecologi marini, attraverso il coinvolgimento diretto nella loro realizzazione di studenti della laurea magistrale in Biologia ed Ecologia marina e del dottorato in Ecologia e Gestione Sostenibile delle Risorse Ambientali dell’Università della Tuscia.


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31 dicembre, 2019

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