Viterbo – “Animali”, li ha definiti così Eugenio Maria Monaco, dirigente del settore VIII del comune di Viterbo intervenendo questa mattina alla conferenza stampa nella sala del consiglio di Palazzo dei Priori. “L’omerta però – ha poi aggiunto – in questo campo non paga. Perché il rifiuto ha una sua carta d’identità precisa e si può risalire a chi lo ha prodotto. E se viene pizzicato, non c’è solo una multa, ma si apre anche un fascicolo in procura”.
La situazione peggiore? Le isole di prossimità dove negli ultimi 30 mesi sono stati rimossi 660 tonnellate di rifiuti fuori dai cassonetti. Di fatto, un campo di calcio coperto da rifiuti per un’altezza di 5 metri.
Oggetto della conferenza, raccolta differenziata e abbandono di rifiuti sul territorio del comune di Viterbo. “Se non ci fossero questi animali che abbandonano i rifiuti – ha sottolineato Monaco – raggiungeremmo tranquillamente il 65% di differenziata, risparmiando 100 mila euro”.
Il comune di Viterbo è fermo invece al 57,6%. In tutto, oltre 26.600 tonnellate raccolte nel 2019, circa 400 chili ad abitante. Più alta del dato regionale, 47,3%, ma al di sotto della media nazionale, 58,1%.
Seduti ai tavoli della giunta, assieme a Monaco, ci sono anche il sindaco di Viterbo Giovanni Arena, il consigliere del cda di Viterbo Ambiente Claudio Torcolacci, Pierluigi Tortorella e Maurizio Mariani, sempre di Viterbo Ambiente, la società che si occupa della raccolta di rifiuti.
“Sono sempre più convinto – ha commentato Arena – che con la partecipazione attiva da parte della cittadinanza si possono ottenere risultati migliori. Al processo di riutilizzo devono tuttavia partecipare anche le grandi aziende degli imballaggi. Riutilizzate e riciclate il più possibile. Dobbiamo incrementare la video sorveglianza e le foto trappola. Ma serve il via libera della prefettura”.
Dove finiscono i rifiuti che non vengono differenziati? In mezzo alla strada, abbandonati. E tra questi, come hanno evidenziato tutti gli intervenuti, ci sono anche amianto, vernici e risulte di lavorazione. “A volte – ha rilanciato Monaco – con tanto di ‘firma’ dell’impresa che ce li ha buttati”.
La situazione peggiore si riscontra nelle isole di prossimità, in periferia. Qui la raccolta differenziata è inchiodata al 9,7%. Secondo i dati di Viterbo Ambiente, attorno alle isole di prossimità, “negli ultimi 30 mesi sono state rimosse 660 tonnellate di rifiuti fuori dai cassonetti. Praticamente un intero campo di calcio coperto da rifiuti per un’altezza di 5 metri e costo per lo smaltimento di 100 mila euro. Sempre a ridosso delle isole di prossimità, la raccolta differenziata di plastica e carta ha fatto registrare un tasso di impurità nei rifiuti conferiti intorno al 38% imponendo l’invio di tali frazioni a smaltimento piuttosto che a recupero”.
“La percentuale di raccolta differenziata – ha aggiunto Torcolacci – non dipende dal gestore ma dal comportamento dell’utenza. Abbiamo voluto evidenziare le criticità derivanti dal comportamento di alcuni cittadini. Conferimento improprio significa che non adotto il regolamento comunale. Non differienzio, non sto attento a come differienzio. Poi c’è il fenomeno degli abbandoni. Il classico sacchetto nero depositato in un angolo della città o delle isole di prossimità. Quando poi diventa significativo ci troviamo di fronte a vere e proprie discariche abusive”.
Va meglio nel centro storico dove la differenziata è al 64%. Ma anche qui nel 2019 sono stati raccolti 7200 sacchi irregolari. “Nel 2019 poi – ha fatto notare Mariani – ci sono state 169 segnalazioni di conferimento improprio. Il 7 per cento nella zona c, il 45 per cento nel centro storico e il 47 per cento nella zona c.”.
Differenziare fa inoltre risparmiare. Le casse comunali innanzitutto. Raggiungere infatti il 65% di differenziata comporterebbe un risparmio di 159 mila euro. Arrivare al 75%, circa 373 mila euro.
Infine una novità. L’ha data il sindaco. “Entro il 2020 faremo un nuovo eco centro al Poggino e amplieremo quello di Grotte Santo Stefano”. Come dire, la speranza è l’ultima a morire.
Daniele Camilli
La nota del comune:
3.5.7 Rifiuti abbandonati su aree pubbliche ( SNPA – Del. Cons. n° 61/2019)
Ai sensi della normativa vigente (articolo 184, comma 2, del d.lgs. n. 152/2006) “i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d’acqua”. La loro rimozione rappresenta attività di tutela della salute pubblica. Una possibile procedura di rimozione e classificazione dei rifiuti, che può essere applicata dal Comune direttamente o attraverso soggetti delegati, può prevedere, tra le altre cose, l’attuazione delle seguenti operazioni :
In seguito alla rimozione, in considerazione delle condizioni del sedime potranno essere previste delle analisi volte a caratterizzare la potenziale contaminazione del terreno sulla base di quanto previsto dalla normativa sulle bonifiche. La caratterizzazione dei rifiuti abbandonati deve prevedere una parte di caratterizzazione merceologica volta a definire le principali componenti che sono distinguibili. Il rifiuto potrebbe necessitare di più campioni per poter essere caratterizzato in funzione della sua composizione. I parametri previsti devono essere identificati e definiti da personale esperto anche in considerazione della natura del rifiuto stesso e della presenza di materiale combusto. In questo caso andrebbero previste caratterizzazioni analitiche che includano anche la determinazione dei parametri IPA, PCDD/PCDF, oltre ad eventuali ulteriori parametri scaturenti da osservazioni di campo.
I dati:
Rifiuti indifferenziati:
– nel 2012: 25.440 ton circa
– nel 2013: 23.925 ton circa
– nel 2017: 12.060 ton circa
– nel 2018: 11.590 ton circa
– nel 2019: 11.370 ton circa
Delta 2019/2012: – 14.070 pari a – 55% circa
Rifiuti ingombranti:
– nel 2012: 1075 ton circa
– nel 2013: 478 ton circa
– nel 2017: 525 ton circa
– nel 2018: 400 ton circa
– nel 2019: 315 ton circa
Delta 2019/2012: – 760 pari a -70% circa
Rifiuti totali raccolti da VT AMB per conto del Comune di Viterbo:
– nel 2012: 31.500 ton circa
– nel 2013: 30295 ton circa
– nel 2017: 26.995 ton circa
– nel 2018: 27.435 ton circa
– nel 2019: 26.535 ton circa
Delta 2019/2012: – 4.965 pari a 16% circa
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY