Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Politica - Dopo la batosta elettorale di ieri, negli ambienti pentastellati è scontro aperto

Crollo M5s, Crimi: “Non ci arrendiamo” – Paragone: “Il Movimento è morto”

Condividi la notizia:

Luigi Di Maio e Vito Crimi

Luigi Di Maio e Vito Crimi

Bologna – Dopo la batosta, l’ennesima, alle elezioni regionali di ieri, si arriva alla resa dei conti nel Movimento 5 stelle. Le spaccature interne sembrano ormai insanabili, al punto che c’è chi parla di “partito morto”.

Vito Crimi, nominato reggente dopo le dimissioni di Luigi Di Maio, cerca di sdrammatizzare. “I risultati in Calabria ed Emilia-Romagna sono stati inferiori alle aspettative – scrive su Facebook – ma non dobbiamo arrenderci. Non cerchiamo il facile consenso, quello di chi ad agosto fugge dalle responsabilità che si era assunto nei confronti dei cittadini italiani, ma quello guadagnato col lavoro incessante, la progettualità a medio e lungo termine, che richiede tempo, pazienza e resistenza”.

Crimi rivendica i risultati del M5s al governo (“dati sull’occupazione mai così positivi, appalti ripartiti grazie allo sbloccacantieri, taglio del cuneo fiscale, reddito di cittadinanza”) e promette: “Ci vorrà tempo, ma il consenso arriverà e non sarà effimero”.

Di tutt’altro avviso la fronda degli ormai ex-oppositori interni. Il senatore Gianluigi Paragone, espulso poche settimane fa dal partito, non usa giri di parole: “Il M5s è morto, soffocato nella scatoletta di tonno. In Italia, per colpa di Di Maio, non ci sono più forze politiche antisistema. Ma c’è ancora un elettorato ampio che cerca qualcuno che li rappresenti. Ecco perché, nonostante la mia espulsione, dai territori mi chiamano per incontrarci e parlare”.

Secondo Paragone, l’unica speranza del Movimento è Alessandro Di Battista. “Dovrebbe ottenere la guida del partito e portarlo fuori dall’alleanza con il Pd, facendo cadere il governo. Ma questa è una cosa che non si realizzerà mai, perché ci sono i gruppi parlamentari che non vogliono perdere il posto. Il Movimento è destinato a scomparire nel Pd”.

“Il M5s è nato in Emilia-Romagna nel 2007 e qui riceve oggi un colpo mortale” aggiunge il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, il primo, storico sindaco grillino, espulso ormai anni fa dal partito. “Il Movimento ha fatto campagna elettorale inesistente, soprattutto non aveva più niente da dire. Sono stati al governo con tutto e il contrario di tutto, senza combinare niente” ha detto.

Prendono di petto il problema anche le due sindache più in vista del Movimento. La prima cittadina di Roma, Virginia Raggi, aspetta gli “stati generali per una riflessione interna”, mentre Chiara Appendino, sindaca di Torino, dice che “il M5s non ha più fiducia in sé”.


Condividi la notizia:
27 gennaio, 2020

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/congratulazioni-per-questo-meraviglioso-traguardo-raggiunto/