Ronciglione – Cristiano Riccio è uno scrittore emergente di Ronciglione.
Di recente ha pubblicato, con la casa editrice Porto Seguro, il suo primo libro, “Calcio, tatuaggi e…”.
Sinossi
Due grandi passioni mi hanno spinto a scrivere questo mio primo libro: il calcio e i tatuaggi.
La scintilla è stata una domanda che da un po’ mi frullava in testa, e cioè chi sia stato il calciatore che più di tutti ha contribuito alla diffusione della moda dei tatuaggi.
Dopo aver cercato tra foto, vecchi album di figurine e scandagliato il web, ho finalmente trovato la risposta.
Trovata la risposta ho continuato le mie ricerche e mi sono accorto che l’accostamento tra calcio e tatuaggi non è poi così strano, visto che tutti e due sono fenomeni socio-culturali con radici lontane che hanno percorso a lungo strade divergenti ma che hanno finito per incrociarsi sui campi da calcio.
Ho scelto di scrivere di tutti quei calciatori tatuati che, a mio avviso, sono stati particolarmente rappresentativi del loro ruolo nel loro tempo, e per ognuno di essi il tatuaggio (che ho appositamente voluto riprodurre a mano) che meglio rappresenta l’uomo e la sua vita privata, con le sue debolezze, i suoi dolori, i suoi amori.
Poi, pur mantenendomi nel contesto calcistico, ho pensato sarebbe stato interessante far entrare nel racconto anche personaggi come allenatori e arbitri, e un grande presidente, l’avvocato Agnelli, con il mistero del suo presunto tatuaggio.
Infine, ma non per minore importanza, i tifosi tatuati.
Da ex ultras tatuato, convinto che nel tifo batta il cuore del calcio più vero, ho riportato aneddoti personali di quando, tra gli anni ‘80 e ‘90, innamorato della mia squadra e della mia curva, calcavo gli spalti di tutti gli stadi d’Italia.
Espressione della nostalgia di chi, come l’autore, ha avuto la fortuna di vivere il calcio genuino di quando ancora non c’era la pay per view.
E la nostalgia di quel tempo in cui il tatuaggio non era una forma di esibizionismo oppure una moda avulsa da ogni significato, ma bisognava meritarselo.
Concludo, tuttavia, il mio libro con un messaggio di speranza: il romanticismo di quei tempi è svanito, è vero, ma per fortuna sopravvivono episodi in cui l’inchiostro riesce a fare da collante tra questi due mondi distinti ma non distanti.
Uno fra tutti il caso #DA13: calciatori milionari e tifosi disoccupati che, accomunati dalla tristezza per la tragica scomparsa dell’ex capitano della Fiorentina Davide Astori, si sono fatti scolpire, tutti in maniera uguale, il dolore sulla pelle.
Questa è la vera essenza del tatuaggio.
Questo è il calcio che ci piacerebbe continuare a vedere.
Cristiano Riccio
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