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Viterbo - Paura al carcere di Mammagialla - Primi (Uspp): "Cose che avvengono tutti i giorni, siamo allo sbando totale"

Detenuto ingoia pile e lamette, trasportato d’urgenza a Belcolle

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Viterbo - Il carcere di Mammagialla

Viterbo – Il carcere di Mammagialla

Viterbo – Detenuto ingoia pile e lamette, trasportato d’urgenza a Belcolle.

Paura al carcere di Mammagialla nella serata del 10 gennaio. Un detenuto, per cause ancora non chiare, avrebbe ingerito delle batterie e delle lamette.

L’uomo, un marocchino sulla 30ina, è stato trasportato d’urgenza a Belcolle dove è stato immediatamente curato dai sanitari.

Non sarebbe il primo caso di un detenuto che cerca di ingoiare pile, lamette o addirittura chiodi.

Anzi, stando a Danilo Primi (Uspp), contattato da Tusciaweb, questo tipo di fatti accadrebbero molto più spesso di quanto si pensi.

“Sono cose comuni che avvengono tutti i giorni – spiega Primi -. A Viterbo, poi, siamo allo sbando totale. Tra poco non avremo più nemmeno un direttore che possa gestire questa situazione. Tutte le firme sindacali hanno scritto una lettera facendo presenti le problematiche. Ci hanno promesso la mobilità, quindi più personale penitenziario che possa essere d’aiuto, ma finché non vedo non credo.

I detenuti compiono questi gesti per qualsiasi tipo di ragione, anche la più futile, anche se si ritrovano senza sigarette. E’ un modo in cui cercano di attirare l’attenzione, si provocano autolesionismo. Un piccola difficoltà si amplifica ancora di più. Viterbo è un carcere problematico e dei detenuti problematici spesso vengono inviati qua da altre carceri per punizione e la situazione peggiora.

I problemi riguarderebbero anche l’area sanitaria di Mammagialla.

“Nemmeno l’area sanitaria – spiega Primi – non funziona bene. E quando i detenuti vengono mandati al pronto soccorso di Belcolle ci sono ovviamente degli agenti che devono scortarlo e sono tutti uomini che in quel momento vengono tolti al carcere mettendo a repentaglio la sicurezza”.


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12 gennaio, 2020

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