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L'irriverente

Per dormire tranquilli la notte delle elezioni

di Renzo Trappolini
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Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

Viterbo – Deciso. Stavolta non mi frego, come quando, la notte dei risultati elettorali dell’Umbria, non dormii saltabeccando tra i canali tv per vedere subito l’effetto del voto sul governo o malgoverno o nongoverno nazionale. Invece, niente. E pure stavolta sarà lo stesso.

D’altronde, di quali poteri reali dispone il presidente di regione che si va a votare, dato che tanto dipende dai soldi che però devono essere trasferiti da uno Stato piuttosto in bolletta e vigilato dagli ufficiali giudiziari dell’Europa?

La quale se la canta e se la suona ma sullo spartito scritto dai mercati, cioè dagli algoritmi, formule matematiche che pochi impostano per guidare i clic di tanti venditori e compratori sotto lo sguardo, con il consenso e le minacce dei pescecani del Fondo Monetario Internazionale e della Banca europea, la quale – guarda caso – è andata ora a guidarla l’ex direttrice di quel Fondo.

E fanno tenerezza, per restare in tema ittico, le sardine. Non quelle che guidano il branco, ben ammaestrate da vecchi squali che le acque della Commissione europea e dello stesso Fondo considerano habitat naturale da cui guizzare per consigliare e sconsigliare. Non i pesci pilota dunque, ma gli altri. Quelli che, come tutta l’altra gente di terra ferma, seguono.

La finanza comanda e gli altri obbediscono anche senza accorgersene. Così va il mondo tra un dazio che va e uno che viene, un missile teleguidato per non far troppo male ed un innocuo aereo ucraino abbattuto nei cieli dell’Iran con un carico di morti incolpevoli.

Come incolpevoli sono gli elettori che credono di determinare qualcosa mentre, con i sondaggi, chi può sa prima e si premunisce perchè niente cambi, concedendo però – come i missili che, prefigurando guerre apocalittiche, cadono solo per avvertire – il piacere di farci credere che a seconda di come votano in Emilia o in Calabria – dove perfino Garibaldi dovette dire “Obbedisco” – succederanno sfracelli.

Fake news le chiamano quelli che parlano bene. Volgare presa per i fondelli diciamo noi e solo perché un’antica educazione impedisce di scrivere il nome della delicata parte del corpo che per gli squali di cui sopra è riserva di caccia.

Emiliani e calabresi votino pure come gli pare. Poco interesserà, se non per le solite chiacchiere tv, al parlamento formato in larga parte da miracolati della vita che è comprensibile non vogliano rinunciare, con uno scioglimento anticipato, a centinaia di migliaia di euro di stipendio e al governo che, nonostante l’evidenza, si crede maggioranza costituzionale.

Per tutti il compito è solo quello di restare lì tra palazzo Chigi, Montecitorio e Palazzo Madama a fare ammuina per un paio d’anni, fino all’elezione del nuovo presidente della repubblica, il “garante“ dell’ordine costituito (da interpretare però come sopra).

Garantiti loro dal pilota automatico degli esecutori di primo grado di stanza a Bruxelles la cui benevolenza allontana la Troika, cioè il commissariamento anche formale del paese.

E allora, perché perdere il sonno per seguire la maratona Mentana o i commenti degli ospiti di Giorgino su Rai 1?
Buona notte e speriamo che mi sbagli.

Renzo Trappolini 


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25 gennaio, 2020

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