Montefiascone – (m.m.) – “Geotermia tra faglie attive e vulcani?”, incontro dibattito alla Rocca dei Papi.
È l’iniziativa in programma sabato 1 febbraio alle 17 alla Rocca dei Papi di Montefiascone.
Un incontro di caratura internazionale vista la presenza del vulcanologo di fama mondiale, nonché primo ricercatore del’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Giuseppe Mastrolorenzo.
L’iniziativa è stata organizzata dal comune di Montefiascone, in primis dall’assessora all’ambiente Rita Chiatti e dal sindaco Massimo Paolini, permettere a fuoco la vulnerabilità delterritorio, ad iniziare da quella sismica.
Giuseppe Mastrolorenzo è un vulcanologo di fama mondiale, esperto di vulcani attivi e di catastrofi naturali, e inquadrerà gli aspetti e le problematiche di questo antico complesso vulcanico e del suo esteso sistema geotermico.
“Sarà un incontro aperto a tutti sulla geotermia – spiega l’assessore Rita Chiatti – in cui si spiegheranno i gravi rischi che si corrono con le perforazioni geotermiche dell’Alfina e nella zona del nostro territorio, attraversata da una faglia sismica che si sviluppa tra Lazio, Toscana e Campania. Ho fortemente voluto la presenza di Giuseppe Mastrolorenzo per spiegarci la genesi del nostro territorio e la sua fragilità”.
Il vulcanologo di fama mondiale approfondirà proprio la genesi del territorio del lago di Bolsena, tornando indietro nel tempo, esattamente alle sue origini.
“Il lago di Bolsena – spiega Giuseppe Mastrolorenzo – che è il più esteso tra i laghi vulcanici di Europa, occupa l’area centrale del distretto vulcanico Vulsino. Eruzioni esplosive e sprofondamenti calderici, si succedevano per centinaia di migliaia di anni per concludersi, circa 130 mila anni fa. Il vasto complesso vulcanico, si sviluppava su una più estesa depressione tettonica, il bacino di Siena – Radicofani, che borda la catena appenninica, ed è interessato da sismicità. Le peculiarità geologiche, idrogeologiche e tettoniche, rendono il territorio straordinariamente interessante, quanto vulnerabile”.
Proprio la vulnerabilità del territorio sarà al centro del dibattito.
“La pericolosità sismica, idrogeologica ed ambientale, più in generale, – conclude il vulcanologo – dato l’assetto del territorio e dei numerosi borghi antichi, si traduce in valori di rischio da medio ad alto. Ai rischi naturali possono aggiungersi quelli indotti dall’uomo, che necessitano di un’estrema attenzione in un approccio geoetico e nel rispetto del principio di precauzione”.
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