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Anche tu redattore - Vejano - Il racconto di Serafina Negretti

“Non solo un presepe vivente, ma un’esperienza sensoriale…”

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Vejano - Il presepe vivente

Vejano – Il presepe vivente

Vejano – Riceviamo e pubblichiamo – Visitare il presepe vivente di Vejano equivale a entrare in una dimensione spazio-temporale totalmente differente da quella attuale.

Oltrepassato il varco d’entrata presso l’antico arco dei granari, ci si immerge in un’atmosfera nuova, inaspettata e inusuale, inizia così un percorso sensoriale che coinvolge interamente i visitatori.

Le emozioni si snodano fra le musiche sapientemente curate, i rumori provenienti dalle botteghe artigiane, il vociferare del mercato, lo stridere delle spade. Si passa poi agli odori e ai sapori mescolando insieme le essenze profumate provenienti dalle domus, le candele e gli oli profumati delle terme romane, gli incensi della bottega dell’imbalsamatore, i focolai accesi fra i vicoli per offrire tepore ai visitatori e deliziarne il palato con arrosticini e caldarroste, con i profumi del vin brulé, della pizza a fiamma, della frutta esotica del mercato arabo e del pesce proveniente dal laghetto dei pescatori. Per non parlare poi delle piccole stalle dove, lungo tutto il percorso che si snoda tra i vicoli del delizioso borgo medievale, è possibile incontrare animali da cortile, ovini e bovini.

La vista è, dunque, in buona compagnia poiché il censimento all’entrata, gli ori delle domus, lo splendore del castello di Erode, le affascinanti danzatrici, i re Magi che percorrono il presepe, si coniugano perfettamente con la cura dei particolari nell’allestire le case della povera gente che utilizza vecchi strumenti per fare la pasta a mano, per tessere, ricamare, lavorare ai ferri. L’arrotino, il falegname, il canestraio, il fabbro, le meretrici, la maga che legge i tarocchi e tanto tanto altro ancora.

E, infine, il visitatore avrà la possibilità di “toccare con mano” un mondo che sembra ormai lontanissimo, pressoché, scomparso. È lì, davanti a noi, le donne che allargano la lana daranno la possibilità di toccare quel materiale e, ancora, sarà possibile vedere che la pasta può “nascere” veramente dalla farina.

Un percorso sensoriale che si concluderà con la magia del Natale, l’arrivo alla suggestiva grotta della natività, presso l’antica Rocca, dove una famiglia con il suo piccolo farà rivivere la nascita di Gesù, in compagnia di un coro di pastori che intoneranno per i visitatori noti canti della tradizione natalizia.

Non soltanto un presepe vivente, quindi, ma un’esperienza sensoriale che renderà indimenticabile il vostro Natale. 

Serafina Negretti


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6 gennaio, 2020

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