Viterbo – (p.p.) – “Per rilanciare la Provincia, serve la collaborazione di tutti”. Prima seduta ufficiale ieri a Palazzo Gentili dopo le elezioni dello scorso 15 dicembre per il rinnovo del consiglio. Ad aprirla, il presidente Pietro Nocchi, “L’elezione del 15 dicembre – ha detto – ha avuto una grande affluenza.
Sindaci e consiglieri, con il loro voto, hanno testimoniato il lavoro che è stato svolto in questi due anni. Anni difficili perché venivamo da una situazione particolare che vedeva le province prima messe in liquidazione e poi considerate completamente fallite. In questo periodo, abbiamo cercato di ricostruire la macchina amministrativa, passando da due a quattro dirigenti e anche andando a lavorare sul settore finanziario per rimettere a posto i conti.
A differenza di tante altre province d’Italia, siamo comunque riusciti a garantire sempre dei bilanci in salute e, negli ultimi due anni, in particolar modo con il lavoro fatto sulla progettazione, ci siamo garantiti un futuro.
Serve più che mai una condivisione specie di fronte a questo assetto, che vede una rappresentanza di tutte le forze politiche e una non maggioranza. Ciò sia da stimolo per poter condividere quelle che sono le risorse che abbiamo e quelle che dovremo continuare a trovare. E’ un bilancio che ha più di venti milioni di finanziamenti sulle scuole e altri importanti sulle strade, non possiamo non considerarlo. Anche perché, la nuova manovra finanziaria, col Milleproroghe, ce ne ha confermate di ulteriori.
Equipara in maniera definitiva le province agli altri enti pubblici, quindi ai comuni e significa che anche noi potremmo fare un programma di assunzioni non più col 25 per cento per ogni persona che va in pensione, ma completamente”.
Quindi un appello perché “l’ente in questi due anni rimarchi più che mai la vicinanza ai comuni, così come stiamo facendo con la progettualità europea o le attività sull’ambiente. Dovremo recuperare il tempo perduto negli anni bui per rilanciare definitivamente la provincia grazie – ha concluso richiamando al messaggio del presidente del consiglio sul tema della speranza – alla collaborazione di tutti. Dobbiamo credere che ci sia la possibilità di migliorare il nostro paese e noi dobbiamo farlo a partire dalla nostra Tuscia”.
Nel consiglio ci sono sei consiglieri per il centrodestra di cui 4 per la lista Insieme per la Tuscia (che riunisce Lega, FI e Fondazione) e due per Tuscia tricolore (FdI); poi cinque per il centrosinistra, Tuscia democratica, e uno Per i beni comuni.
Il centrodestra ha dichiarato di stare all’opposizione. “Si guardi al territorio – ha chiesto il consigliere Giulio Marini (FI) -, senza pensare con la logica dei pariti per dare risposte ai comuni e ai cittadini con un mandato più aperto rispetto a quello degli ultimi due anni”.
Maurizio Palozzi (Pd) ha sottolineato che “ciò che è emerso dalle elezioni è figlio di un costante rapporto col territorio e di una presenza che ci ha permesso di sovvertire un risultato che, in partenza, ci vedeva ampiamente sfavoriti, anche dalle dichiarazioni delle liste di centrodestra che supponevano situazioni che chiaramente non si sono concretizzate.
Una conoscenza e un rapporto col territorio che ci hanno premiato e dovuti anche al supporto, l’aiuto, la vicinanza e la caparbietà del consigliere regionale Enrico Panunzi, che ringraziamo, perché il suo lavoro spinge tutti noi a seguirlo”.
Inoltre, “questo rapporto coi cittadini – continua Palozzi – ci ha permesso di elaborare un’idea per cui questo ente, se non cambia la normativa, dovrebbe gestire meglio gli interventi sul territorio al di là degli steccati che vengono fatti dalle varie posizioni politiche.
Due anni fa, avevamo una maggioranza schiacciante, ma abbiamo preferito dare la presidenza di alcune commissioni al centrodestra per arrivare a una condivisione di scelte e favorire il territorio in maniera collegiale. Purtroppo, e non per colpa nostra, tutto ciò non è avvenuto e dall’altra parte abbiamo trovato interlocutori che non hanno tenuto fede agli impegni presi, cambiando idea dalla mattina alla sera. Quindi se non ci saranno interlocutori che hanno a cuore l’interesse del paese noi rimarremo dove stiamo”.
Fabio Valentini (I beni comuni), essendo l’ago della bilancia in una situazione che di fatto vede i due schieramenti in parità, appena eletto, aveva precisato “che le scelte e le decisioni che la lista assumerà nel corso della consiliatura non saranno mai a sostegno o contro un’area politica, un partito o una persona. Al contrario, saranno per affermare idee, contenuti e pratiche”. E anche ieri lo ha ribadito.
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