Orte – “In consiglio comunale ci sono liste civiche finte. È inutile nascondersi dietro a un dito: tutti hanno referenti nei vari partiti, ma ci fosse uno che li chiama per far approvare la legge regionale 5 del 2014 e salvare così l’acqua pubblica”. Il co-organizer del meetup 5 Stelle di Orte, Luca Bonifazi, attacca senza sconti maggioranza e opposizione sul tema della Talete.
“Avevamo chiesto al consiglio comunale di adottare un ordine del giorno che vincolasse l’amministrazione a prendere una posizione netta pro-acqua pubblica e contro l’ingresso di privati in Talete – racconta – ma non ci ha preso in considerazione nessuno”.
“Tutti dicono che non dobbiamo entrare in Talete – continua Bonifazi – ma all’atto pratico la situazione rimane ambigua. Il sindaco Giuliani sbaglia a non partecipare alle riunioni dell’Ato: noi in provincia dobbiamo andarci e dare battaglia. Dobbiamo prendere una posizione pubblica e chiara”.
Secondo il referente degli attivisti M5s, la strategia del sindaco, secondo cui il comune di Orte ha una rete idrica di pregio che lo mette al sicuro dall’ingresso in Talete, è “rischiosa”. “L’acqua nel nostro comune non ha poi questa qualità così straordinaria – commenta -. Rientriamo nei parametri di bontà dell’acqua solo perché i livelli limite sono stati alzati. È difficile dimostrare davanti a un giudice che la nostra acqua sia effettivamente di gran pregio”.
“Questa linea – continua Bonifazi – era stata promossa già dalle amministrazioni precedenti ed era stata anche ribadita da Roberta Savoia di Idee chiare, in un nostro evento sull’acqua pubblica. Non sarebbe più facile che i consiglieri comunali facessero leva sui rispettivi referenti in regione Lazio per far applicare la legge 5 del 2014, approvata all’unanimità ma ancora oggi chiusa in qualche cassetto alla Pisana?”.
L’attivista del meetup ne ha soprattutto per l’opposizione. “L’ipocrisia più grande viene proprio dagli esponenti di Idee chiare e Anima Orte – accusa – che rientrano nell’area del Pd, cioè il partito che già nel 2014 governava la regione, ma che al Pd e alla regione non chiedono nulla per far applicare la legge”.
Secondo Bonifazi “quella norma consentirebbe di salvare l’acqua pubblica, perché prevede che i comuni e i consorzi identifichino i bacini idrografici e gestiscano in autonomia la rete idrica”.
Alessandro Castellani
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