Civitavecchia – Un’area del cimitero di Civitavecchia per seppellire i feti abortiti entro il terzo mese. È stato possibile grazie alla onlus cattolica Difendere la vita con Maria, in base a quanto deciso il 22 dicembre 2017 dalla Asl Roma 4.
L’azienda sanitaria aveva deliberato l’approvazione e la firma del protocollo d’intesa con l’associazione presieduta da don Maurizio Gagliardini per “l’inumazione dei prodotti abortivi per i quali non è stata fatta richiesta di sepoltura da parte dei genitori, o chi per essi, nelle prime 24 ore dall’espulsione del feto”.
Contro la sepoltura dei feti abortiti è insorta la Consulta delle donne di Civitavecchia, un’associazione di stampo femminista. Per la presidente Amelia Ciampa questa iniziativa in realtà nasconde “un subdolo attacco al mondo femminile attraverso la criminalizzazione della legge 194”. La legge prevede l’interruzione volontaria della gravidanza.
Da qui la richiesta al sindaco di un incontro pubblico. Il comune di Civitavecchia ha però definito questa iniziativa un atto di civiltà.
“La nostra battaglia non si fermerà finchè l’atto non verrà ritirato”, è stato detto nel pomeriggio durante la protesta davanti al comune. Circa 50 cittadini, uomini e donne di diverse età e appartenenti a diverse associazioni e partiti politici, si sono radunati per chiedere il ritiro immediato della determina dirigenziale.
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