Viterbo – Vincoli della soprintendenza, il comune presenta un ricorso straordinario al presidente della Repubblica.
Lo ha fatto sapere ieri l’assessore all’Urbanistica Claudio Ubertini in consiglio comunale.
“Abbiamo presentato questo ricorso straordinario perché pensavamo che dalla parte della soprintendenza ci fosse una volontà di venire incontro alle nostre esigenze – spiega Ubertini -. Poi, invece, di fatto sono venute meno alcune nostre aspettative per cui abbiamo ritenuto opportuno ricorrere al presidente della Repubblica”.
Ancora non si conosco i tempi in cui si potrà avere una risposta, potrebbe passare qualche mese. Non sarebbe ancora stata fissata nessuna udienza e, spiega Ubertini, “siccome rispetto a questo vincolo ci dovrebbero essere stati altri ricorsi al Tar da parte dell’università e da parte di alcuni privati, probabilmente c’è la possibilità che il ricorso venga tutto riunificato”.
La questione del ricorso al Tar era stata sollevata tempo fa da Barelli, Ricci e Purchiaroni.
“In passato – ricorda Giacomo Barelli (Forza civica)– sollevammo la questione insieme a Ricci e Purchiaroni e dicemmo che secondo noi andava fatto ricorso al Tar per alcuni vizi sulla procedura, in particolare non era stati richiesti nei termini necessari i pareri della Regione.
Questa nostra richiesta non fu presa in grande considerazione – prosegue Barelli – e ci è stato detto che il comune stava trattando con la soprintendenza. Al di là della trattativa, secondo noi, comunque il ricorso andava fatto perché la procedura era viziata.
Ieri in consiglio comunale ho fatto un’interrogazione. Forse hanno capito che c’era un problema e sono stati costretti a fare ricorso straordinario perché avevano perso l’occasione con il Tar? Ed eravano in tempo solo con i termini per presentare il ricorso straordinario al presidente della Repubblica?
Questa – conclude Barelli – è la dimostrazione che all’epoca avevamo ragione. L’apposizione del vincolo, così com’è, è assolutamente dannosa per il territorio. Bloccare questo vincolo, anche solo per vizi procedurali, potrebbe far aprire la possibilità di ridiscuterlo con la soprintendenza. Bloccando la procedura si può riaprire un tavolo di discussione con il territorio, gli imprenditori, le attività produttive. Comunque il comune, seppure in ritardo, ha fatto bene. Così si lascia uno spiraglio aperto”.
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