Bagnoregio – Riceviamo e pubblichiamo – Il comune di Bagnoregio ha pubblicato un “avviso” nel quale è costretto ad ammettere “…Abbiamo riscontrato degli errori e delle incongruenze nelle bollette dell’acqua inviate dall’ufficio tributi ai cittadini…”.
Ma quali “errori o incongruenze”. Qui siamo di fronte a un metodo sbagliato e a una conseguente e chiara responsabilità di questa amministrazione comunale, da non scaricare sull’attuale gestione d’ufficio del servizio idrico e che si trascina da tre anni, da quando, cioè, la gestione di detto servizio è stata affidata a un “genio” della matematica e della statistica che ha “inventato”, dopo tanti anni di mancata lettura dei contatori, la “lettura stimata” degli stessi, che ha provocato consumi e pagamenti altrettanto inventati.
In proposito, basta leggere l’art. 29 del vigente regolamento del servizio idrico del comune di Bagnoregio, nel quale i cosiddetti “consumi stimati” sono previsti al punto d) solo dopo che si siano verificate tante “impossibilità” negli accertamenti molto difficilmente verificabili. Cosa è successo, nel fatto specifico, che ha costretto il comune a parlare di ” errori ” e “incongruenze”?
È presto detto:
a) dopo tanti anni di inerzia, nel marzo-aprile 2018 il comune ha fatto eseguire la lettura dei contatori idrici, acquisendo così un primo dato reale sui consumi;
b) la lettura successiva è stata effettuata dall’impresa affidataria nei luglio-agosto 2019, con l’acquisizione di un secondo dato reale sugli effettivi consumi;
c) al 31-12-2018, però, come da fatture inviate agli utenti nel gennaio febbraio 2020, sotto la voce “consumo stimato” è stato applicato il consumo degli otto mesi (dal primo gennaio a luglio-agosto 2019), con conseguente applicazione delle tariffe di fascia di super consumi 2018;
d) come ciò sia potuto accadere va chiesto a chi ha “creato” il sistema dell’accertamento dei consumi idrici e agli amministratori che si sono limitati a prenderne atto;
e) cosa può fare adesso il comune?
1. Evitare di fare concordati singoli, considerato che l’errore è, salvo alcuni casi, di impostazione generale;
2. sospendere o revocare le fatture emesse;
3. chiudere la vicenda del 2018 con l’applicazione ai consumi, vista la chiara alterazione degli stessi non addebitabile certamente agli utenti, delle tariffe dei consumi base;
4. programmare letture dei contatori a intervalli semestrali o annuali, prendendo in considerazione, in maniera ben normata e controllabile anche l’autolettura;
5. informare ampiamente e periodicamente i cittadini sulle situazioni igieniche degli acquedotti, tenendo ben presente che il cittadino non deve essere obbligato a pagare un servizio non fornito;
6. consultare l’ampia giurisprudenza disponibile sulla materia qui trattata.
Erino Pompei
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