Viterbo – “Luciana Selmi è stata una commissaria ad acta per fare fuori le nostre lista. Coldiretti vuole mettere le mani sul consorzio di bonifica Etruria meridionale e Sabina per ragioni politiche, mentre noi, che rappresentiamo veramente gli interessi degli agricoltori, siamo stati esclusi dalle con escamotage vergognosi”. È il solito, vulcanico Piero Camilli quello che annuncia la protesta del gruppo Agricoltori riuniti, prevista per domattina in contemporanea ad Acquapendente e a Rieti, in seguito all’esclusione di tre delle quattro liste presentate per le elezioni del nuovo consorzio di bonifica Etruria meridionale e Sabina.
L’ex presidente del consorzio Val di Paglia, capolista dello schieramento che unisce rappresentanze di Cia, Confagricoltura e Copagri, parla nella sede della Camera di commercio di Viterbo, insieme al presidente provinciale di Cia Sergio Del Gelsomino e il presidente di Confagricoltura Viterbo-Rieti Remo Parenti.
“Ci hanno escluso tre liste su quattro perché non abbiamo rappresentanti della provincia di Roma, che è presente con il solo comune di Montelibretti – spiega Camilli -. Per un regolamento assurdo, questo comune con 30 consorziati condiziona le elezioni di un organismo che ne conta 14mila. Con numeri così bassi, era quasi impossibile anche solo trovare persone disposte a candidarsi. E se ci fossero stati più di due schieramenti in corsa, come avremmo fatto? Dove andavamo a cercare i candidati?”.
“L’accordo tra tutti i sindacati è saltato perché Coldiretti ha voluto fare la parte del leone e tanta gente non c’è stata – denuncia Camilli -. Qualcuno di Coldiretti, come il vicepresidente Fabrizio Ronca, è stato cacciato semplicemente per aver espresso il suo dissenso. Lì funziona così: se vai contro chi decide, vieni escluso”.
La protesta di Agricoltori riuniti scatterà domattina alle 11 sotto la sede dell’ex consorzio Val di Paglia, ad Acquapendente, e in contemporanea a Rieti. “Saremo lì coi trattori, poi ci sposteremo in corteo a piedi e manifesteremo contro questo abominio giuridico” annuncia Remo Parenti.
“Ci hanno accusato di voler dividere il mondo agricolo, ma non è vero – precisa il numero uno di Confagricoltura -. Semplicemente c’erano delle proposte che non si potevano accettare e così abbiamo deciso di presentare altre liste. Con la nostra esclusione viene sancita l’esistenza di agricoltori di serie A e di serie B. Tutto perché Montelibretti, un comune che ha lo 0,2% dei consorziati, non è rappresentato. In fascia 2 a Montelibretti ci sono cinque persone: uno si è candidato con Coldiretti, uno ha 90 anni e tre hanno legittimamente declinato la proposta di candidatura. In altre parole, queste tre persone hanno un potere superiore a quello di tutti gli altri agricoltori del consorzio”.
“Questa responsabilità iper-aumentata di pochi può degenerare in maniera potenzialmente molto pericolosa – continua Parenti – per questo avevamo presentato delle obiezioni al capo di gabinetto regionale. Lui se n’è lavato le mani e ha chiesto il parere al direttore generale di Anbi Lazio, Andrea Renna, ex direttore della Coldiretti di Viterbo e poi di Grosseto fino all’anno scorso. Come fa a non esserci conflitto d’interesse in una condizione simile?”.
Batte i pugni anche Sergio Del Gelsomino: “La commissaria Selmi ci aveva promesso il massimo impegno per garantire la rappresentatività alle elezioni – dice – e poi eccoci qua: le nostre liste, che sono quelle che candidano gli agricoltori veri e non i funzionari, sono estromesse dalla corsa”. Il presidente provinciale della Cia fa sapere che “il gruppo Agricoltori riuniti chiederà l’annullamento delle elezioni in autotutela”.
Alessandro Castellani
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