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Coronavirus, una sola direttiva nazionale e governo del territorio affidato alle prefetture

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Viterbo – Una sola direttiva per tutto il territorio nazionale. “Si pensava prima a un’ordinanza singola per la regione Lazio. Poi si è optato per un’ordinanza congiunta coinvolgendo tutte le regioni, indipendentemente dall’esserci o non esserci il Coronavirus”. Ci sarà quindi un’unica linea di condotta e da seguire. Come ben si intende dalle parole del prefetto Giovanni Bruno. Ieri sera, prima che iniziassero i lavori del comitato ordine e sicurezza pubblica della prefettura in sala Coronas, Palazzo del governo in piazza del comune.

Lavori a porte chiuse, solo il tempo di qualche scatto. Mentre alla spicciolata arrivano tutti. E quando tutti sono seduti, quello è di fatto il consiglio che assieme al prefetto governerà il territorio in caso qualcuno contraesse il Coronavirus nella Tuscia. E se questo dovesse accadere, per tutta la durata dell’emergenza, il governo del territorio passerebbe sotto il controllo del comitato ordine e sicurezza pubblica coordinato dal prefetto.


Viterbo - La riunione del comitato ordine e sicurezza della prefettura

 

Viterbo – La riunione del comitato ordine e sicurezza della prefettura


Al tavolo, “una riunione di coordinamento”, come l’ha definita il prefetto, ieri sera c’erano le forze di polizia e il presidio militare, la Asl e i vigili del fuoco. Arrivano anche il presidente della Provincia Pietro Nocchi e il presidente della Croce Rossa Marco Sbocchia. Il tutto coordinato dal prefetto che oggi stesso vedrà anche “i sindaci, i vertici dell’amministrazione periferica e le organizzazioni di categoria”. Incontri, questi ultimi che servono a condividere ma soprattutto a comunicare. Agganciando l’esecutivo coordinato dalla prefettura direttamente con la società civile attraverso le associazioni di categoria e i sindaci. Serrando infine i ranghi tra amministrazione centrale e vertici delle amministrazioni periferiche, vale a dire uffici e insediamenti della pubblica amministrazione nei territori rurali.
 
Una direttiva che, come il prefetto stesso ha ribadito, “porta sul territorio, in caso di necessità, le misure previste dal decreto legge approvato dal governo il 23 febbraio”.


Viterbo - La riunione del comitato ordine e sicurezza della prefettura

 

Viterbo – La riunione del comitato ordine e sicurezza della prefettura


“Laddove viene riscontrata la presenza del virus hanno già una dinamica descrittiva del caso – prosegue il prefetto -. Dove invece il virus non c’è, come nel caso della Tuscia e del Lazio, ci sono delle indicazioni da doversi applicare con un’unica linea”. Ciò sembrerebbe significare che tutte le regioni, una volta adottata la direttiva nazionale, dovranno solo che prepararsi ad attivarla sul proprio territorio in caso di contagio.

Il decreto legge approvato dal governo parla chiaro, intervenendo “in modo organico – come spiega una nota pubblicata sul sito della presidenza del consiglio dei ministri – nell’attuale situazione di emergenza sanitaria internazionale dichiarata dall’Organizzazione mondiale della sanità, allo scopo di prevenire e contrastare l’ulteriore trasmissione del virus”.


Viterbo - Giovanni Bruno e il questore Massimo Macera

Viterbo – Giovanni Bruno e il questore Massimo Macera


 “Il testo – prosegue la presidenza del consiglio dei Ministri – prevede, tra l’altro, che nei comuni o nelle aree nei quali risulta positiva almeno una persona per la quale non si conosce la fonte di trasmissione o comunque nei quali vi è un caso non riconducibile ad una persona proveniente da un’area già interessata dal contagio, le autorità competenti sono tenute ad adottare ogni misura di contenimento adeguata e proporzionata all’evolversi della situazione epidemiologica”.


Viterbo - La riunione del comitato ordine e sicurezza della prefettura

Viterbo – La riunione del comitato ordine e sicurezza della prefettura


Infine, il testo prevede che “il Prefetto, informando preventivamente il Ministro dell’Interno, assicuri l’esecuzione delle misure avvalendosi delle forze di polizia e, ove occorra, delle forze armate, sentiti i competenti comandi territoriali”.


Viterbo - La riunione del comitato ordine e sicurezza della prefettura

 

Viterbo – La riunione del comitato ordine e sicurezza della prefettura


Chi non rispetta le misure di contenimento, elencate tutte sul sito internet della presidenza del consiglio dei ministri, rischia l’arresto fino a tre mesi e una multa di circa 200 euro. Il che non significa o l’uno o l’altra. Per di più a scelta. Significa invece che sarà a discrezione dell’autorità stabilire se quel comportamento in violazione delle misure comporta l’arresto oppure la multa.


Viterbo - la direttrice della Asl Daniela Donetti

Viterbo – la direttrice della Asl Daniela Donetti


Quindi, in caso di contagio nella Tuscia, anche sul nostro territorio scatteranno, tradotte in linee guida regionali, le misure previste dal decreto del governo. Con il governo del territorio coordinato dal prefetto e dal comitato ordine e sicurezza pubblica. Con sindaci, vertici delle amministrazioni periferiche chiamate a tradurre e applicare sul territorio le decisioni che vengono prese. Le associazioni di categoria sono chiamate in tal caso a fare la stessa cosa sui posti di lavoro. I grandi esclusi sono solo i consigli comunali. Oggi pomeriggio, attorno alle 17, l’incontro con i sindaci. 

Daniele Camilli


Fotocronaca: La riunione del comitato ordine e sicurezza pubblica – La situazione a Proceno…e quella ad Acquapendente

Il decreto legge del governo per fronteggiare l’emergenza Coronavirus

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Le misure decise dal governo per fronteggiare l’emergenza Coronavirus (decreto legge 23 febbraio 2020, n. 6)

Il testo approvato dal governo, come sta scritto sul sito interne della presidenza del Consiglio dei ministri, “stabilisce che nei comuni o nelle aree nei quali risulta positiva almeno una persona per la quale non si conosce la fonte di trasmissione o comunque nei quali vi è un caso non riconducibile ad una persona proveniente da un’area già interessata dal contagio, le autorità competenti sono tenute ad adottare ogni misura di contenimento adeguata e proporzionata all’evolversi della situazione epidemiologica”.

I prefetti hanno il compito di assicurare l’esecuzione delle misure previste dal governo, avvalendosi delle Forze di polizia e informando preventivamente il ministro dell’Interno. Se necessario, i prefetti possono avvalersi anche delle Forze armate, sentiti i competenti comandi territoriali.

Le misure previste dal governo sono:

– il divieto di allontanamento e quello di accesso al Comune o all’area interessata;
– la sospensione di manifestazioni, eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato;
– la sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole e dei viaggi di istruzione;
– la sospensione dell’apertura al pubblico dei musei;
– la sospensione delle procedure concorsuali e delle attività degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità;
– l’applicazione della quarantena con sorveglianza attiva a chi ha avuto contatti stretti con persone affette dal virus e la previsione dell’obbligo per chi fatto ingresso in Italia da zone a rischio epidemiologico di comunicarlo al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente, per l’adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva;
– la sospensione dell’attività lavorativa per alcune tipologie di impresa e la chiusura di alcune tipologie di attività commerciale;
– la possibilità che l’accesso ai servizi pubblici essenziali e agli esercizi commerciali per l’acquisto di beni di prima necessità sia condizionato all’utilizzo di dispositivi di protezione individuale;
– la limitazione all’accesso o la sospensione dei servizi del trasporto di merci e di persone, salvo specifiche deroghe.

“Si introduce, inoltre – prosegue la nota internet della presidenza del Consiglio dei ministri – la facoltà, per le autorità competenti, di adottare ulteriori misure di contenimento, al fine di prevenire la diffusione del virus anche fuori dai casi già elencati. L’attuazione delle misure di contenimento sarà disposta con specifici decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della salute, sentiti i Ministri e il Presidente della Regione competente ovvero il Presidente della Conferenza dei presidenti delle regioni, nel caso in cui gli eventi riguardino più regioni. Nei casi di estrema necessità ed urgenza, le stesse misure potranno essere adottate dalle autorità regionali o locali, ai sensi dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, fino all’adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri”.

Il mancato rispetto delle misure di contenimento è punito ai sensi dell’articolo 650 del codice penale. “Chiunque – ed è il contenuto dell’articolo 650 del codice penale – non osserva un provvedimento legalmente dato dall’autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 206”.


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