Roma – “Vattene frocio”. Post-it con scritta omofoba sul citofono di Luca Tommassini, ballerino, coreografo e regista.
È lo stesso artista a denunciare l’episodio in un post su Facebook.
“Oggi è apparsa questa scritta sul citofono del mio palazzo – scrive Tomassini – accanto ai miei due interni. Non sono sicuro al 100% sia per me ma un dubbio ce l’ho.
In un attimo mi è risalita tutta la rabbia di quando ero bambino e mi urlavano dietro “frocio” a scuola e per strada.
Mi è tornata la paura che avevo quando mia madre mi svegliava ogni mattina e pensavo che avrei dovuto affrontare da solo un’altra giornata passando per quella maledetta strada, davanti all’officina di mio padre che faceva finta di non vedermi. Si vergognava di me, non avevamo un rapporto pubblico e in privato lo avevamo solo quando mi faceva provare a pronunciare la “s” in modo corretto, offrendomi un premio in soldi, avevo la “s” moscia e lui la odiava”.
L’artista racconta la sua infanzia non facile, in famiglia. L’iscrizione alla scuola di ballo d’accordo con la madre ma di nascosto dal padre. Scelta che ha provocato tensioni in famiglia.
“Io non ho mai abbassato la testa e ho sempre continuato a ballare – continua Tomassini – più avevo paura e più alzavo la musica. Ora denuncerò questo atto dell’era dei citofoni, ho 50 anni di esperienza con la paura e ho sempre vinto contro omofobi e razzisti che hanno cercato di far male a me e a chi mi amava.
Ora basta, non possiamo più rimanere in silenzio , siamo tutti sotto attacco, non importa a chi lo dicono, io zitto non ci resto”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY