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Cronaca - Sabato scorso incontro pubblico dedicato al marketing turistico della città viterbese

A Orvieto si studia il fenomeno turistico di Civita di Bagnoregio

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Orvieto - L'incontro su Civita di Bagnoregio

Orvieto – L’incontro su Civita di Bagnoregio

Orvieto - L'incontro su Civita di Bagnoregio

Orvieto – L’incontro su Civita di Bagnoregio

Orvieto - L'incontro su Civita di Bagnoregio

Orvieto – L’incontro su Civita di Bagnoregio

Orvieto - L'incontro su Civita di Bagnoregio

Orvieto – L’incontro su Civita di Bagnoregio

Orvieto – (s.c.) – Numerosissime persone hanno partecipato sabato scorso all’incontro pubblico dedicato al marketing turistico, sul fenomeno Civita di Bagnoregio, organizzato da Intermedia edizioni e dal centro studi città di Orvieto.

Nella prima parte dell’incontro è stato presentato il libro “Il fenomeno Civita” insieme all’autore Matteo Angeloni, al sindaco di Bagnoregio Luca Profili e a Francesco Bigiotti, ex sindaco, ora alla guida della società pubblica Casa Civita. Il focus era sulle azioni poste in essere per trasformare Civita di Bagnoregio da poco conosciuto borgo della Tuscia a meta turistica da un milione di visitatori all’anno.

Bigotti ha ripercorso le varie tappe di questo processo, sottolineando come il successo finale sia stato anche un mix tra le azioni poste in essere da attori locali e la promozione internazionale dovuta al ruolo di importanti divulgatori turistici come l’americano Rick Steves o lo straordinario effetto prodotto in Giappone dal cartone animato “Laputa, il castello nel cielo”, ambientato in una città fantastica con le fattezze di Civita di Bagnoregio.

Tra le strategie adottate da Civita, si evidenzia un uso efficace sia del sito internet comunale, sia dei social network, Facebook e Instragram in primis. Civita ha coltivato in maniera particolare anche le relazioni con Roma ed il valore aggunto derivante dal cineturismo. “Oggi Civita rende al Comune di Bagnoregio circa due miioni di euro all’anno solo per quanto riguarda il biglietto di ingresso al paese” ha sottolineato il sindaco Luca Profili, ma l’indotto è anche costituito dagli introiti dei parcheggi, oltre a tutta l’economia che si è sviluppata intorno al milione di turisti annui che hanno fatto lievitare il numero delle aziende presenti nel territorio comunale.

Una delle chiavi di volta che devono essere presenti per spiegare il fenomeno Civita – ha spiegato Profili – è rappresentata dal fatto di aver investito nelle attività culturali anche molto prima che esplodesse il turismo, creando le premesse perché questo boom si concretizzasse nel futuro. Questa scelta aveva attirato delle critiche, ma è stata la strada giusta anche per far conoscere il borgo a Roma“.
 
L’ex sindaco Francesco Bigiotti ha anche ricordato come la ricchezza prodotta dal turismo si sia tradotta in un vantaggio generale anche per tutti i cittadini che hanno beneficiato di un abbattimento delle tasse locali e di un sostegno economico da parte del Comune per affrontare le spese domestiche.

Sia Matteo Angeloni che Profili e Bigiotti si sono detti convinti che il modello Civita sia esportabile anche altrove, applicando le stesse metodologie a contesti diversi e tenendo conto di ciò che ogni luogo può offrire.

Durante l’incontro pubblico, a seguire, anche gli interventi di Lilana Grasso, presidente del Centro studi di Orvieto, Gianluigi Maravalle sindaco di Ficulle, dove il turismo supera i sette giorni di presenza media a persona ponendo il paese in testa agli altri territori della stessa zona, Marco Sciarra gestore del Pizzo della Cava, Raffaele Galanello tour operator, Leonardo Riscaldati esperto di marketing, Stefano Massari imprenditore e fondatore del coworking “Officine moderne”, Lucina Paternesi giornalista, Silvio Manglavito storico locale, Stefano Cimicchi di Cogesta, Vittorio Tarparelli del Gal, Piero Giorgio Oliveti dell’associazione Città slow, Lucio Riccetti presidente regionale di Italia nostra, Francesco Lanzi responsabile di Confindustria, Gianluca Firesi attore, Federica Bartolini della Uisp, Giovanni Bufalini regista e Silverio Tafuro dell’associazione Lea Pacini.

Le conclusioni sono state tratte dal sindaco di Orvieto Roberta Tardani. “Cosa è mancato fino ad oggi?” si è chiesta la prima cittadina orvietana. “Una governance di questo sistema – rispondendo subito all’attenta platea – che integri, renda possibile la condivisione, faccia la sintesi. L’ente deve fare questo. E il mio impegno va in questa direzione. Cosa vogliamo fare? Abbiamo più volte parlato dell’intenzione di dotarci di professionalità esterne all’amministrazione che ci aiutino a riposizionare Orvieto ai vertici e a renderla maggiormente competitiva rispetto alle altre realtà turistiche. Vogliamo puntare su un piano di marketing territoriale che proponga Orvieto come una destinazione, non solo come la tappa di un viaggio, e che possa proporre la città anche come un luogo ideale dove poter vivere. Orvieto non è solo una ‘cartolina’, né solo un’attrazione. Ha una forte identità dettata dal nostro modo di vivere, un ‘way of life’, che dobbiamo saper raccontare. Che cosa stiamo facendo intanto? Stiamo ripartendo dalle basi, dall’abc. Ho dotato il mio staff di eccellenti capacità di comunicazione con cui stiamo costruendo una maggiore presenza del Comune sui social network e sui principali canali di comunicazione nazionali. Non vi sarà sfuggito che nell’ultimo periodo Orvieto sia stata presente più volte sulle principali testate nazionali.  E’ il momento di intensificare il lavoro. Il tempo di fare analisi è finito. Abbiamo avuto periodicamente esperti, studi, ricerche, che sono sul mio tavolo, che ci hanno indicato i nostri problemi che conosciamo perfettamente. E il momento di cominciare a fare. Su questo fronte in particolare, che non ha colore politico la città deve cominciare a remare tutta nella stessa direzione. Se i soggetti che hanno partecipato a questo appuntamento sono pronti a fare questo, possiamo dire di aver già fatto un importante passo avanti”.


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5 febbraio, 2020

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