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Barbarano Romano - Il sindaco Rinaldo Marchesi lancia l'allarme a difesa delle tombe etrusche compromesse dai crolli della vegetazione

“Parco Marturanum, in 50 anni stiamo distruggendo ciò che resiste da tre millenni”

di Francesca Buzzi
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Barbarano Romano - Il sindaco Rinaldo Marchesi

Barbarano Romano – Il sindaco Rinaldo Marchesi

Barbarano Romano - Parco Marturanum

Barbarano Romano – Parco Marturanum

Barbarano Romano - Parco Marturanum

Barbarano Romano – Parco Marturanum

Barbarano Romano - Parco Marturanum

Barbarano Romano – Parco Marturanum

Barbarano Romano – “Stiamo distruggendo in cinquant’anni ciò che sta qui da tre millenni”.

Il sindaco di Barbarano Romano Rinaldo Marchesi lancia l’allarme a difesa dell’immenso patrimonio storico e culturale del parco regionale Marturanum. Tombe etrusche che raccontano tutte le fasi del periodo etrusco: dagli inizi, quasi tremila anni fa, fino all’epoca antecedente agli insediamenti romani.

“Se non si interviene il prima possibile l’intero sito archeologico rischia di fare la fine di Civita di Bagnoregio – spiega preoccupato -. Lì c’è un paese che muore, qui una necropoli che muore”.

A mettere a rischio i gioielli del parco Marturanum è la vegetazione. Alberi e arbusti imponenti che fanno da cornice alle bellezze architettoniche di epoca etrusca, ma che ora ne stanno compromettendo seriamente la tenuta.

“Anche le piante vanno tutelate ci mancherebbe – ci tiene a dire il primo cittadino -, ma forse altrove o comunque a una distanza di sicurezza dalle tombe etrusche che stanno qui dall’epoca preromana. E’ un patrimonio inestimabile che ha resistito a tremila anni di storia e che ora, in cinquant’anni, rischia di essere distrutto”.

Ogni anno, specialmente quando si verificano forti raffiche di vento o acquazzoni, gli alberi cedono e cedono, appunto, sulle tombe. Il terreno crolla e le pareti tufacee nelle quali sono scavate le tombe si sgretolano come farina.

“Il Comune da solo non riesce a intervenire – conclude Marchesi -, anche perché il parco è regionale e la competenza non è soltanto nostra. Senza contare che con le nostre forze economiche non riusciremmo comunque a far fronte alle spese necessarie. Il parco è grandissimo e pieno di tesori, preziosi ma delicatissimi. Facciamo il possibile, ma qualcuno deve mettere in atto un’azione di salvaguardia ben precisa e organizzata altrimenti ogni volta che c’è maltempo si perde un pezzo di storia. Non possiamo permettercelo”.

Francesca Buzzi


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5 febbraio, 2020

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