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Tribunale - Violenza su minori - Slitta al 12 marzo a chiusura dell'incidente probatorio decisivo per il trentenne arrestato due volte in pochi mesi - L'indagato è nuovamente in carcere dal 25 ottobre

Pedofilo seriale, prende tempo la psicologa che deve stabilire l’attendibilità delle vittime

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Viterbo - Il presunto pedofilo seriale di San Faustino

Viterbo – Il presunto pedofilo seriale di San FaustinoViterbo – Il presunto pedofilo seriale di San Faustino

Viterbo – (sil.co.) – Pedofilo seriale, prende tempo la psicologa che deve stabilre l’attendibilità delle vittime che sarebbero state aggredite da uno straniero in centro a Viterbo.

Slitta al 12 marzo la chiusura dell’incidente probatorio decisivo per il trentenne arrestato due volte in pochi mesi. L’uomo, un giovane d’origine pakistana, è finito in carcere per circa due mesi lo scorso primo giugno ed è stato poi nuovamente arrestato il 25 ottobre. Da quattro mesi esatti si trova nel carcere di Mammagialla. Sei le presunte vittime.

Ieri avrebbe dovuto essere sentita davanti al giudice per le indagini preliminari la psicologa nominata dal tribunale perché stabilisca attraverso una perizia l’attendibilità delle vittime. Ma la consulente ha chiesto una proroga, per cui c’è ancora da aspettare. L’indagato è assistito dagli avvocati Samuele De Santis e Marina Bernini. 

Il delicatissimo caso ha dato origine a due incidenti probatori: il primo lo scorso 25 luglio, il secondo lo scorso 22 ottobre. La testimonianza della psicologa ha lo scopo di eliminare ogni dubbio sull’attendibilità o meno del racconto rilasciato agli organi inquirenti dalle presunte vittime. 

Il giovane, arrestato a giugno e rimesso in libertà a luglio non essendo stato riconosciuto con certezza dalle prime quattro ragazzine tra i 10 e i 13 anni che lo avevano denunciato per averle seguite e palpeggiate in centro tra aprile e maggio, è finito nuovamente in carcere il 25 ottobre.

Dopo il rilascio, in base alle successive indagini della squadra mobile, sono emersi due nuovi casi: uno di novembre 2018 e un altro del 5 settembre scorso. Da qui il secondo arresto del giovane, dopo il riconoscimento , stavolta parrebbe “al cento per cento”, da parte delle due presunte vittime e di una testimone, tutte sedicenni, durante l’incidente probatorio del 22 ottobre avvenuto in questura a mo’ di confronto all’americana.

Secondo la versione della presunta vittima del 5 settembre, il 29enne le avrebbe porto la mano e chiesto come si chiamasse. Lei avrebbe ricambiato il gesto e lui le avrebbe chiesto un bacio. A quel punto la ragazzina avrebbe ritirato in fretta la mano scappando insieme a un’amica, che compare nella vicenda nelle vesti di sola testimone. Un comportamento analogo il giovane avrebbe avuto due anni fa con l’altra sedicenne.


Presunzione di innocenza

Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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25 febbraio, 2020

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