Roma – “I bancari sono quelli che vorrebbero le mascherine. I banchieri sono quelli che stanno a casa con tre o quattro mascherine al giorno. C’e’ mediocrità, una vera miseria umana”.
Lo ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, intervistato da Radio Globo, criticando i banchieri per la gestione dell’emergenza Coronavirus.
Sileoni ha sottolineato “la scarsa attenzione sulle misure di sicurezza per le lavoratrici e i lavoratori” motivandola con “la competizione sfrenata tra i vari gruppi bancari che esternamente mostrano un’unica posizione”.
Quanto all’accordo con l’Abi del 24 marzo, che stabilisce l’obbligo di appuntamento per i clienti che vogliono andare in filiale, Sileoni ha spiegato che “avevamo chiesto al governo la chiusura di tutte le agenzie per due settimane, ma ci hanno risposto di no e, se non avessimo minacciato lo sciopero, non sarebbero arrivate misure e importanti presidi di sicurezza, tra cui le barriere in plexiglas: siamo vigili e stiamo monitorando tutto il territorio nazionale. Per iI momento abbiamo migliorato nettamente le condizioni di chi sta in banca, ma ci sarà una verifica il 2 aprile“.
Secondo il segretario generale della Fabi, “i lavoratori bancari servono e serviranno anche nei prossimi mesi quando ci sarà un cambiamento epocale nei metodi di lavoro”.
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