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Emergenza Coronavirus - Orari e personale ridotti per combattere il crollo di incassi

Carburante e sigarette in calo di vendite, ma benzinai e tabaccai devono restare aperti

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La tabaccheria di piazza del Teatro

La tabaccheria di piazza del Teatro

Il benzinaio di via Francesco Baracca

Il benzinaio di via Francesco Baracca

Il benzinaio di via Francesco Baracca

Il benzinaio di via Francesco Baracca

Viterbo – (sil.co.) – Stretta anti Coronavirus, giù benzina e tabacchi. Gli esercizi sono tra quelli aperti in quanto considerati essenziali. Ma la clientela, costretta a stare a casa per prevenire il contagio da Covid-19, langue.

Difficile immaginare automobilisti che hanno bisogno di fare costantemente il pieno, date le restrizioni in vigore che escludono solo poche categorie di lavoratori dal divieto di circolazione e vietano alla stragrande maggioranza della popolazione di andare a spasso, potendo uscire a piedi o in auto solo per pochi validi motivi.

“Gente ne viene, ma il calo è palpabile, nell’ordine di un quarto di rifornimenti di carburante in meno già nel giro di una settimana. Chi ha fatto il pieno, inoltre, a parte qualche eccezione, difficilmente si ripresenterà prima della fine dell’emergenza”, commenta uno degli addetti dell’area di servizio davanti a Villa Rosa, in via Francesco Baracca. 

“Ciò non toglie che noi dobbiamo stare aperti e garantire il servizio alla cittadinanza, non solo con il self service, ma anche col servito”, spiega. Di solito i benzinai in forza presso l’area di servizio sulla Teverina sono circa quattro. Uno solo, ben protetto da guanti e mascherina, nell’era del Coronavirus.

Chiude prima il pomeriggio la tabaccheria di piazza del Teatro. “Attorno alle 18 chiudo e vado a casa, l’importante è che, come previsto per legge, garantiamo l’apertura per cinque ore al giorno”, spiega la titolare.

“Non vale la pena stare aperti più a lungo, perché verso le sei del pomeriggio qui in centro non c’é più nessuno in giro. E anche durante le altre ore non è che i clienti abbondino.Oltretutto la sera mi sento di andare a casa quando c’è ancora qualcuno a piedi o in macchina, perché aggirarsi da soli nella città deserta è inquietante e secondo me anche poco igienico”, conclude. 


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19 marzo, 2020

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