Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Il decreto del governo, subendo le pressioni di Confindustria, ha definito i settori indispensabili che possono continuare le attività nei prossimi giorni. Riteniamo che l’elenco sia stato allargato eccessivamente, ricomprendendovi settori di dubbia importanza ed essenzialità.
Contemporaneamente, il decreto assegna alle imprese una inaccettabile discrezionalità per continuare le loro attività, con una semplice richiesta di autorizzazione alle Prefetture.
Tutte scelte che piegano, ancora una volta, la vita e la salute delle persone alle logiche del profitto: noi non ci stiamo.
Otto ore di sciopero per tutto o giornata lavorativa, mercoledì 25 marzo, per tutte le lavoratrici e i lavoratori del settore metalmeccanico (tranne, per non gravare su un equilibrio già delicatissimo per le attività direttamente collegate all’emergenza i lavoratori impegnati in attività strettamente collegate all’attività ospedaliera e sanitaria, alle produzioni di macchinari-attrezzature-manutenzioni per le strutture ospedaliere e alle disposizioni di legge).
Ribadiamo che tutte le attività non essenziali debbono essere sospese e rinviate al rientro dell’emergenza e che quelle non rinviabili o di emergenza, devono vedere i lavoratori dotati di tutti i dispositivi di protezione per operare nella massima sicurezza.
Fiom Cgil Civitavecchia Roma nord Viterbo
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