Viterbo – Il ricovero all’ospedale di Acquapendente. Dopo due giorni il trasferimento a Belcolle. Lì, nel reparto di malattie infettive, Anna Maria Biancalana, 79enne di Bolsena, muore. Sabato sera, poche ore dopo essere risultata positiva al Covid-19. “Il suo quadro clinico – scrive la Asl in una nota – era già complesso prima del contagio e nel pomeriggio le condizioni di salute si sono aggravate”. L’anziana avrebbe contratto il virus prima di essere ricoverata all’ospedale di Acquapendente.
Dottoressa Daniela Donetti, direttrice generale della Asl di Viterbo, l’ospedale di Acquapendente è ora un ospedale sicuro?
“Sì, lo è. Come sempre. Quando la signora è stata presa in carico, il personale sanitario ha attivato tutte le procedure operative relative al Covid-19. La signora è stata messa in sicurezza e curata con tutte le precauzioni del caso. E così ci si sta muovendo in tutti gli ospedali dell’azienda: da Belcolle a Civita Castellana, da Tarquinia ad Acquapendente. La Asl di Viterbo è costantemente in rete. L’ospedale di Acquapendente non è isolato, ma segue sempre le procedure operative in casi sospetti. Procedure molto rigorose e identiche per tutta l’azienda”.
È necessario mettere il personale sanitario di Acquapendente in isolamento?
“Al momento no. Tutto il personale della Asl è protetto, e ogni volta che un paziente arriva in ospedale c’è grande attenzione. Il Toc, il Team operativo Coronavirus, sta comunque lavorando alla ricostruzione del link epidemiologico della signora. Come tra l’altro avviene per tutti i casi risultati positivi”.
Il virus sta spaventando il personale sanitario della Asl di Viterbo?
“Inevitabilmente. Ogni volta che un paziente arriva in ospedale, c’è grandissima preoccupazione. Ma la preoccupazione è anche per la crescita dei contagi. L’unica speranza è che le persone siano consapevoli, che non si muovano e stiano a casa. Solo così i contagi si arresteranno e questa brutta avventura finirà. Ma per il momento non è così. I numeri stanno aumentano e purtroppo nei prossimi giorni vedremo l’effetto di un atteggiamento poco attento avuto nei giorni precedenti. Il virus è molto contagioso e la vera arma è la distanza tra le persone”.
Un personale sanitario preoccupato, ma che continua a lavorare…
“E lo sta facendo con estrema passione, dedizione e serietà. Ho degli operatori molto bravi. Tutti i professionisti dell’azienda, indipendentemente dai ruoli, stanno lavorando in modo fattivo e collaborativo. E pure con il sorriso, nonostante tutto”.
Raffaele Strocchia
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