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Cronaca - L'Unione sindacati polizia penitenziaria: "Il Coronavirus solo un pretesto per la distruzione"

Rivolte nelle carceri, l’Uspp attacca i garanti dei detenuti

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La protesta nel carcere di Modena

La rivolta nel carcere di Modena

La protesta nel carcere di Modena

La rivolta nel carcere di Modena

Roma –  Riceviamo e pubblichiamo – Ancora effetti di decisioni fatte senza conoscere quali sarebbero stati gli effetti che denunciamo da anni anche dalle circolari Dipartimento di amministrazione penitenziaria del 2015 per l’apertura delle camere di pernottamento che prevedono detenuti che girano liberamente per almeno otto ore all’interno della sezione e negli spazi detentivi, venendo a contatto diretto con l’unico agente o addirittura pattuglie che devono girare per controllare centinaia di reclusi.

I garanti di fatto non fanno nulla per sostenere le difficoltà che si hanno nel gestire soggetti che non hanno alcun rispetto delle regole penitenziarie e dei doveri di chi deve pagare una pena legata a fatti delinquenziali ripetute contro chiunque.

L’unico interesse dei garanti è quello di sostenere le esigenze dei detenuti ma non di rispettare le regole e chi lavora in tale ambito lanciando sempre accuse e non fare anche gli interessi di chi ha subito atti delinquenziali dai loro assistiti.

Ecco perché poi accadono fatti simili e siamo alla fine di un percorso che ha stravolto completamente la gestione delle carceri.

Adesso bisogna dire basta, è ora che la politica inizi a pensare a come rimettere nel rispetto le regole che proprio loro mettono in campo e poi non si permette di farle rispettare.

Chi subisce tutto questo schifo è la sola polizia penitenziaria e gli operatori che svolgono con dedizione il loro compito istituzionale a prescindere dai ruoli che si hanno e il Covid-19 è stato solo un pretesto usato dai reclusi per avviare quello che hanno fatto ovvero distruggere le istituzioni e le strutture dello Stato.

Daniele Nicastrini
Unione sindacati polizia penitenziaria Lazio


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9 marzo, 2020

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